I popolari mettono il Pd spalle al muro

Se Ciampi da un lato va avanti, presenta il nuovo programma, non dimostra segnali di cedimento e punta a governare anche in caso di ritrovarsi con un’acclarata minoranza, dall’altro la maggioranza di centrosinistra consente al sindaco di proseguire. Il nodo è tutto interno al partito democratico, naturalmente diviso sul da farsi: alcuni consiglieri più intransigenti, come La verde, Ambrosone, Montanile e Nargi, si dicono pronti a staccare la spina subito; molto ambiguo rimane invece Petitto, mentre Capone è stato piuttosto chiaro. “Niente fughe in avanti, tocca al sindaco fare le sue valutazioni”, le parole del consigliere dameliano, folgorato sulla via di Gianluca Festa. E’ proprio il leader della lista Davvero il più convinto di tutti a non voler sfiduciare il sindaco ora: per calcoli politici, per le elezioni provinciali in arrivo, per mettere al sicuro almeno piano di zona, bilancio e fondi europei. Tante le motivazioni addotte, unico il fine: coltivare le sue ambizioni personali.

Nel muro contro muro tra Ciampi e centrosinistra a perderci sarà la città, visto che il sindaco non ha i numeri e la possibilità di governare. E i popolari mettono alle strette il partito democratico sul da farsi

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