Alto Calore, Ciarcia respinge Ciampi: “Assemblea solo dopo le provinciali”

“Ciampi stia tranquillo, sono per l’acqua pubblica, ne abbiamo già discusso assieme e il nostro piano di ristrutturazione gli è stato già presentato nei dettagli dal controllo analogo. Lui invece continua a discutere della questione solo a mezzo stampa, la cosa non mi fa particolarmente piacere”. L’amministratore unico dell’Alto Calore Michelangelo Ciarcia, contattato telefonicamente, è rimasto perplesso dalla lettera del sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi, che ha richiesto una convocazione urgente, entro fine ottobre, dell’assemblea dei soci per bocciare il piano di ricapitalizzazione aziendale, perchè favorirebbe l’ingresso del privato, chiedendo invece un reset aziendale per tirarla fuori dalle secche.

“Prima del 31 ottobre, la data delle elezioni provinciali, non convoco nulla, non voglio che le beghe politiche si mischino ai problemi seri dell’ente”, dice Ciarcia, che respinge per ora la richiesta di Ciampi, “anche se a novembre dovremo vederci per tirare le somme sulla ricapitalizzazione. Molti sindaci, prima scettici, ora sembrano capire la necessità di fare qualche sacrificio di salvare l’azienda, anche perchè un piano b non c’è, a meno che non spunti fuori durante la prossima assemblea”. Ciarcia però ammette che un problema con la ricapitalizzazione potrebbe venire a crearsi: se qualche sindaco dovesse venire meno, ci sarebbe il problema di come gestire il capitale inoptato. Secondo Ciampi e i suoi consulenti da questo conseguirebbe una pesante diluizione degli attuali soci, aprendo il fianco alla possibilità dell’ingresso dei privati.

“È un problema che dovremo affrontare in assemblea, ammette Ciarcia, prima di mettere mano all’ipotetica ricapitalizzazione: l’importante è che si prendano decisioni, la situazione è talmente delicata che non si può più rinviare”.

Infine Ciarcia risponde con fierezza all’eventualità prospettata da Ciampi di resettare i vertici aziendali per porre fine alle nomine politiche che avrebbero condotto Acs nelle condizioni attuali, sostituendoli con manager individuati tramite avvisi pubblici.

“Sinceramente non mi sento secondo nessuno, ho una carriera da professionista con 35 anni di esperienza, nessun fallimento alle spalle, ho un curriculum di tutto rispetto, me ne faccio un baffo dei manager che vorranno proporre”, rivendica Ciarcia.

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