Provinciali, il centrosinistra sceglie “De Luca al quadrato”: sarà sfida Vignola-Biancardi

Elelzioni provinciali, sarà sfida a due per la poltrona di palazzo Caracciolo. Contro Domenico Biancardi, sindaco di Avella, nome annunciato da tempo dalla coalizione di centrodestra, il centrosinistra schiera il primo cittadino di Solofra Michele Vignola. L’ufficializzazione stamattina, alla consegna delle liste e candidature, il Pd solo nella tarda note di ieri è riuscita a risolvere i suoi dissidi interni.

Vignola ha battuto sul fil di lana la concorrenza del sindaco di Aiello Ernesto Urciuoli, sostenuto da Festa e D’Amelio, che hanno dovuto cedere alle pressioni del governatore Vincenzo De Luca, che ha chiuso un altro accordo con De Mita, stavolta dunque sul primo cittadino della città della concia. Non ha gioito della scelta De Caro, esulta invece l’ex senatore Enzo De Luca, riuscito a far passare il suo candidato attraverso un accordo trasversale che da Nusco va a Palazzo Santa Lucia. Alla provincia gli amministratori del centrosinistra saranno chiamati a votare dunque De Luca al quadrato, passa la formula magica carpita ad Amedeo Gabrieli in un’intercettazione divenuta celebre, che non avrà più valore probatorio a fini processuali ma che politicamente resta valida eccome.

Vignola ha ora la strada spianata per la successione a Domenico Gambacorta, il presidente uscente: a meno di scherzetti nel segreto delle urne, la coalizione Pd-Popolari ha numeri difficili da battere

Dall’altra parte lo sfidante, Domenico Biancardi, però non demorde. Spalleggiato da Forza Italia e Lega, il sindaco di Avella è già riuscito ad allargare la coalizione, sostenuto anche dalla lista del consigliere regionale Enzo Alaia che raduna anche i rappresentanti sui territori dell’ex parlamentare Angelo Antonio D’Agostino. La sua vittoria dipenderà però solo dalle eventuali divisioni del Pd, Biancardi lo sa bene, e non a caso si professa il candidato di tutti, non solo del centrodestra, e chiama all’appello anche gli amministratori dei 5Stelle, che ancora non hanno sciolto le riserve sulla loro partecipazione al voto

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