Dissesto, i revisori non sciolgono il dilemma: ora tocca al commissario

Neanche i revisori, ma c’era da aspettarselo, riescono a risolvere il dilemma del dissesto. A Palazzo di Città gli esperti contabili hanno presentato la loro relazione sul bilancio consuntivo del Comune di Avellino, tenendo un confronto serrato durato tutta la giornata con il responsabile dell’ufficio finanze Gianluigi Marotta e il subcommissario Mario Tomasino, colui che ha redatto lo stesso prospetto finanziario in qualità di commissario prefettizio del bilancio, nominato da Palazzo di Governo dopo la bocciatura del consuntivo di Paolo Foti e i tentennamenti dell’amministrazione Ciampi.
Un buco di 36 milioni di euro di debiti, difficoltà di liquidità di cassa, una lunga serie di debiti fuori bilancio e numerosi contenziosi che fanno tremare: i numeri erano già ben noti da tempo, l’unico dubbio era quale piano di recupero adottare: dissesto o predissesto. Ma i revisori, non è il loro compito, non hanno risolto l’enigma, essendosi limitati a ricostruire come nel tempo il Comune di Avellino sia arrivato a costruire un tale disavanzo.
Con tutte le carte in mano ora tocca al commissario Priolo, coadiuvato da Tomasino, decidere se dichiarare il fallimento dell’ente o affidarsi al piano di rientro in 15 anni stilato dal ragioniere capo del comune Gianluigi Marotta. Di certo, la relazione dei revisori non sposta di molto gli equilibri, ma il non essersi pronunciati in merito al dissesto potrebbe già essere un’indicazione

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