Avellino, flop del piano anti smog: gli sforamenti di polveri sottili continuano

Anche l’ultima e più restrittiva ordinanza di limitazione al traffico veicolare non è servita a contenere i veleni nell’aria ad Avellino. Il dispositivo, adottato a fine no-vembre dopo il raggiungimento del limite massimo annuale di superamento dei livelli consentiti di polveri sottili – 35 giorni – ha fallito l’obiettivo di contenere l’ondata di pm10. Gli sforamenti sono continuati, tant’è che siamo a quota 38. Si è ripetuto lo stesso copione del primo piano anti smog adottato dalla giunta Ciampi, quello entrato in vigore il 22 ottobre e che puntava a frenare l’inquinamento, ma che poco ha inciso – così come accaduto anche in queste settimane – visto e considerato che l’andazzo dei superamenti è continuato. Il 22 novembre scorso a piazza Del Popolo c’era stato anche il tentato di far applicare il protocollo d’intesa siglato a gennaio con i comuni dell’area dell’hinterland cittadino (l’intesa prevede tuttora l’adozione concordato e comune di ordinanze anti smog), ma Ciampi e l’assessore Mingarelli hanno dovuto fare i conti con il no categorico di Atripalda, Mercogliano e Monteforte Irpino sul fronte del blocco delle auto che è invece è scattato solo in città penalizzando solo residenti e commercianti avellinesi e, dunque, lo shopping natalizio nel capoluogo. A criticare il dispositivo erano state non solo le associazioni di categoria degli esercenti spingendosi fino a spegnere le luci delle vetrine e a scendere in piazza, ma anche gli ambientalisti per i quali oltre allo smog, ad incidere pesantemente sui livelli di polveri sottili sono soprattutto le emissioni industriali. Secondo gli esperti – infatti – il traffico veicolare incide per un 50%: la restante parte è addebitabile ad impianti produttive, caldaie domestiche e abbruciamenti nelle campagne. In ogni caso, così come accaduto già nel 2017, anche quest’anno Avellino si conferma il capoluogo di provincia con la peggiore qualità dell’aria. Staccati di netto tutti gli altri: Napoli è a quota 29 giorni, Caserta 27, Benevento 12, Salerno 3. Tutti, quindi, ad oggi ancora nei limiti annuali consentiti.

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