Alto Calore, Biancardi convoca Governo, Regione e Chiesa per il futuro dell’ente

L’arrivo di Domenico Biancardi a Palazzo Caracciolo sembra aver fatto cambiare direzione al futuro dell’Alto Calore. Sembrava inevitabile ormai l’apertura ai privati, ma il neo presidente della provincia, dopo aver ottenuto il rinvio dell’assemblea dell’ente lo scorso 21 dicembre, come promesso ha convocato Regione e Governo per valutare quali siano le loro reali intenzioni. L’obiettivo è evitare l’ingresso dei privati, per farlo però servono impegni da parte di Roma e Napoli per mettere al sicuro i conti dell’ente e finanziare gli investimenti necessari per le reti idriche. Sottoscritta sia da Biancardi che da Ciarcia, amministratore unico di Acs, è stata inviata la convocazione al tavolo che si terrà il prossimo 21 gennaio a Palazzo Caracciolo. L’invito è stato indirizzato al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, al sottosegretario del Mise Andrea Cioffi, al sottosegretario del Ministero degli Interni Carlo Sibilia, al vice governatore della Campania Fulvio Bonavitacola, al presidente dell’Eic Luca Mascolo, al direttore generale dell’Eic Vincenzo Belgiorno, al sindaco di San Giorgio del Sannio Mario Pepe in rappresentanza dei comuni sanniti è infine al Vescovo di Avellino Mons. Arturo Aiello, in rappresentanza del Comitato Laudato Sì, che ha il fine di preservare l’acqua pubblica.

Un tavolo di confronto che potrebbe risultare decisivo per il futuro di Corso Europa e delle risorse idriche irpine

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