Alto Calore, dal governo un aiuto condizionato

Vertice a Palazzo Caracciolo con Regione e Governo per il futuro dell’Alto Calore. Il presidente della provincia Domenico Biancardi è riuscito a mettere allo stesso tavolo le principali istituzioni, i 140 milioni di euro di debiti dell’ente di Corso Europa e le sorgenti a cui attinge mezzo Meridione sono un tema troppo delicato da lasciare in mano solo alla politica locale. “è ora di capire quale percorso si voglia intraprendere, se si finisce di utilizzare l’Alto Calore per fare clientela o attingerci come se fosse un bancomat allora il governo c’è” le parole del sottosegretario Carlo Sibilia, che auspica un cambiamento dei vertici e delle modalità di gestione dell’azienda, pensando all’ipotesi di un concordato preventivo per far fronte alla mole debitoria. Mentre rimane fermo su un punto: “la gestione deve essere pubblica, il governo vuole tutelare il voto referendario del 2011, bisogna impedire l’ingresso dei privati”.

Il ruolo principale potrebbe invece averlo la Regione, proprietaria delle reti, che concede l’utilizzo delle sorgenti irpine al resto della Campania, senza però garantire il ristoro e caricando tutti i costi di adduzione e di energia elettrica solo su Alto Calore. Ma il vicegovernatore Bonavitacola, oltre all’investimento da 60 milioni di euro in tre anni sulle reti, condizionati però al risanamento finanziario e alla ricapitalizzazione dell’ente, sul resto pare mostrare scarsa volontà, ma soprattutto palesa l’assenza di richieste esplicite da parte del territorio

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