Centrosinistra, Cipriano apre le danze: Petracca c’è, De Mita no

Il Pd di Rosetta D’Amelio ed Enzo De Luca, i consiglieri regionali Iannace e Alaia, la lista Mai Più, Ettore Iacovacci, l’associazione App di Andrea D’Alessandro e Francesco Iandolo, e i Popolari di Maurizio Petracca. De Mita invece, almeno per ora, resta alla porta, col serio rischio di rimanerci.

Parte da questo perimetro la missione di Luca Cipriano, investito da via Tagliamento del compito di costruire la coalizione di centrosinistra. A guidarla sarà lo stesso ex presidente del Teatro Gesualdo. Il primo passo ieri, presso la sede del Pd. Nel giorno delle Palme Cipriano ha avuto un primo confronto con i possibili alleati, la notizia arriva da Nusco: l’assenza di De Mita e la presenza di Petracca sancisce la rottura tra i popolari, che potrebbe non essere però irreparabile. I toni di Giuseppe Del Giudice sono duri, ma non chiudono completamente la questione: “Gli strappi del segretario del Pd Di Guglielmo stanno creando macerie, non vorremmo dover prendere atto che lo sforzo di costruire una area democratica debba prendere altre strade e altre forme” la nota dei demitiani, che rimandano in pratica a Cipriano la responsabilità di chiudere definitivamente il rapporto o meno. Ben diverso l’atteggiamento di Petracca: “Le divisioni che si sono registrate, i veti e le diffidenze non fanno parte del mio Dna umano e politico”, dice il consigliere regionale, presente a via Tagliamento, che chiede però a Cipriano di ricucire gli strappi, soprattutto interni al partito democratico.

La forzatura di D’Amelio e De Luca non è piaciuta a molti: Ambrosone, Montanile, La Verde, Tornatore e altri ex consiglieri comunali sono in forse. Persa del tutto invece la sinistra di Giordano, Cipriano proverà a fare un ulteriore tentativo con i rappresentanti di Controvento.I tempi del Mai Più appaiono lontani

Intanto Umberto Del Basso De Caro e Festa hanno chiesto ufficialmente a Roma di commissariare via Tagliamento e di non concedere il simbolo del partito democratico, dopo la scelta di un candidato senza primarie e senza tessera del partito come Cipriano, dimenticandosi che solo pochi mesi fa hanno sostenuto Nello Pizza, nominato nientedimeno che da Nusco. Ma la politica si sa, ha la memoria corta

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