Avellino, il Pd non trova pace nemmeno a Pasqua

De Caro si agita, De Mita implora, Zingaretti concede, Annunziata esegue, ma via Tagliamento, almeno per ora, non arretra di un passo. A una settimana dalla presentazione delle liste, nel Pd scoppia il caos. Ciriaco De Mita l’aveva scritto d’altronde nel suo ultimatum: “il Pd ci ripensi, o ci organizzeremo di conseguenza”. E il leader di Nusco,respinto ancora una volta da via Tagliamento, con il fumo agli occhi nei confronti di Cipriano e Petracca, ha fatto leva sulle sue conoscenze romane. Arrivando dritto dritto dal segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti. Che già aveva sentito parlare del caso Avellino attraverso la lettera firmata dal deputato sannita De Caro e le lamentele del segretario regionale Annunziata, anche lui stuzzicato sempre da Nusco. “Come fare torto a un ex premier?” avrà pensato Zingaretti, e così attraverso una nota Ansa fa diventare Avellino un caso nazionale, mettendo alla berlina via Tagliamento. “Purtroppo per ragioni che a mio avviso si possono ancora superare, il centrosinistra rischia di presentarsi diviso. Io credo che bisogna fare di tutto per unire le forze”, il suo invito declinato all’imperativo, un contrordine dunque alla scelta di Cipriano e una chiara esortazione a far rientrare il grande escluso, il sindaco di Nusco.
Annunziata si fa carico immediatamente di esaudire la preghiera, convocando per oggi pomeriggio il tavolo del partito democratico, richiamando tutti i riferimenti all’ordine, inclusi Festa, Petitto e De Caro, da tempo fuori dalle dinamiche di via Tagliamento. Schiacciata da Roma e da Napoli, che ne hanno in pratica sconfessato la linea, la segreteria provinciale del Pd però con un comunicato stampa in serata detta ancora le sue condizioni e non arretra di un passo: va benissimo allargare la coalizione, ma si parte sempre dal nome di Luca Cipriano.
Cosa succederà oggi pomeriggio è difficile dirlo, ognuno giocherà la sua partita: Annunziata chiederà un terzo nome devoto al culto di Nusco, De Caro Festa e Petitto, già in fuga, chiederanno di trovare il candidato a sindaco consultando gli iscritti, una garbata maniera che può portare solo al nome dello stesso Festa o a rompere, con l’obiettivo di far sparire magari il simbolo del Pd togliendo dall’imbarazzo De Caro. Di Guglielmo, D’Amelio e De Luca andranno avanti su Cipriano, per non perdere faccia e credibilità.
Con un giorno di ritardo sulla Via Crucis, si prospetta un sabato di passione a via Tagliamento e il Pd si appresta a salire sulla croce. Chissà se avverrà il miracolo della resurrezione

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