Linee programmatiche, larga maggioranza per Festa

Passa il programma di Gianluca Festa con una maggioranza irrobustita dalla presenza del capogruppo del Movimento 5Stelle Luigi Urciuoli che vota a favore delle linee programmatiche del sindaco, mentre il resto dell’opposizione contesta in maniera feroce. E’ questo l’esito di un consiglio comunale fiume, concluso a mezzanotte, che ha visto intervallarsi scontri di natura politica a differenti visioni amministrative della città.

Riflettori puntati sul sindaco Festa che ha illustrato alla città i suoi progetti per Avellino. Festa conia lo slogan di “Enjoy city”: “La proposta”, spiega il sindaco, “è basata sul forte senso d’appartenenza, sulla riscossa che questa città merita, sulla volontà di riappropriarsi del ruolo di capoluogo e di essere protagonisti in Regione Campania” l’incipit del suo discorso molto concentrato sul recupero della quotidianità  e della vivibilità che dimostra un sindaco con un’ottima conoscenza dei problemi del capoluogo.

A partire dalla lettera A, quella dell’ambiente, pulizia e incremento della raccolta differenziata gli obiettivi; zero cemento nuovo bensì riqualificazione dell’esistente; massima attenzione alla riqualificazione delle periferie con progetti ad hoc per ogni quartiere; una città sicura con implementazione della videosorveglianza; il lancio del brand Avellino per attrarre turisti.

Infine i grandi progetti, che dovevano essere il colpo a sorpresa ma denotano però un’assenza di visione strategica: non si parla di trasporti e mobilità, Festa si preoccupa di spostare il capolinea dei bus da piazza Macello al piazzale dello stadio ma non parla di rilancio della stazione e di potenziamento del ferro per ridurre gomma e inquinamento; per la cultura si limita a ipotizzare una fondazione di partecipazione per mettere in rete Teatro, Eliseo e Villa Amendola senza un accenno sui contenuti, vero valore aggiunto di una proposta culturale; su istruzione e giovani lancia l’idea di una “Bocconi del Sud” partendo però dall’individuazione dell’edificio che la dovrebbe ospitare, nel caso la caserma Berardi, quando forse è il caso di cominciare da una sinergia con le Università di Napoli e Salerno e avere in mente che indirizzo dare alla proposta di studi, altrimenti il rischio è quello di ritrovarsi con un altra sede distaccata della Pegaso; poi l’annuncio di voler abbattere il tribunale (al suo posto una grande piazza) per ricostruirlo nei pressi dell’autostazione: ma i dirigenti del comune dovrebbero avvisare il sindaco che hanno appena investito altri 14mila euro per completare il progetto di messa in sicurezza della struttura di piazza d’Armi che ha già un finanziamento del ministero di 5 milioni di euro.

Un sindaco concentrato sul presente, riprendersi la quotidianità è pure una gran cosa in un comune dove la normalità è diventata un eccezione, ma con poca prospettiva, almeno per il momento, che rischia di lasciare il capoluogo un paesone. Ma le città son tutta un’altra cosa

 

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