L’eterno cantiere: il tribunale civile riconosce i danni ai commercianti per il ritardo del tunnel

Dieci anni di lavori, oltre 17 milioni di euro di fondi pubblici spesi, un cantiere che non arriva mai alla fine. E che ha prodotto danni economici non indifferenti ai commercianti della zona. Che però oggi hanno ottenuto giustizia dal tribunale di Avellino: in sede civile ha concesso il risarcimento a una decina di negozianti per le perdite e i mancati introiti.

Il tunnel di Avellino si rivela sempre più un vero e proprio buco nero per il capoluogo. E il comune ora ne paga le conseguenze, parte in causa, tra amministrazioni e dirigenti al settore, che ha contribuito alla realizzazione più che di un’opera di un vero e proprio disastro pubblico.

Come riporta il sito online TheWam.it palazzo di città è stata infatti condannata a risarcire dieci negozianti danneggiati dai ritardi del sottopasso e a pagare le spese legali e accessorie a tre imprese sulle quali l’ente di piazza del Popolo aveva tentanto di scaricare le responsabilità.

La decisione è del giudice del tribunale civile Valentina Pierri, che ha accolto le richieste di quei commercianti costretti addirittura a chiudere le proprie attività o a subire danni ingentissimi a causa della convivenza con il cantiere infinito:alcuni di loro hanno dichiarato perdite fino al 90% degli incassi.

30mila euro le spese legali che il comune dovrà riconoscere, oltre a una cifra per i risarcimenti ai negozianti ancora da quantificare. Tutto per 700 metri di un tunnel che ancora non ha visto luce e la cui utilità è quantomeno dubbia: se a pagare fossero gli autori del disastro, che hanno nomi e cognomi, anzichè come al solito i contribuenti, forse le prossime opere in cantiere stuzzicherebbero meno la megalomania degli amministratori pubblici.

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