Cgs, l’Inps dice no al concordato di Asi: si va verso il fallimento

A rischio il sistema pubblico di depurazione industriale in Irpinia. Il tribunale è pronto a respingere il concordato del Cgs dopo che l’assemblea dei creditori non ha dato il suo ok alla proposta formulata dall’Asi di Avellino per liquidare i tanti creditori che attendono da anni diversi milioni di euro dall’azienda interamente pubblica che gestiva la depurazione nelle aree industriali.
Tra questi anche l’Inps, che avanza circa 1 milione di euro e che ha posto un veto invalicabile sul concordato. A queste condizioni il Consorzio gestione servizi sarebbe condannato al fallimento e la strategia messa a punto dall’Asi per evitare ripercussioni drammatiche sui 60 lavoratori e sul comparto salterebbe del tutto.
Cresce la preoccupazione dei sindacati, che chiamano il Prefetto, mentre il direttivo Asi, presieduto da Vincenzo Sirignano, medita sul da farsi: la linea, al momento, sarebbe quella di andare avanti puntando a convincere il tribunale della bontà concordato, muovendo dal presupposto che con il fallimento del Cgs l’Inps non vedrebbe un euro.
Vedremo quel che accadrà ma allo stato il passaggio di tutte le funzioni, dei depuratori e del personale ad Asidep, anche qui al 100 per 100 dell’Asi, ora è minacciato fortemente dalla possibilità che salti tutto in tribunale. In presenza di un fallimento del Cgs, tutto passerebbe alla Curatela. E se è vero che il servizio di depurazione nelle aree industriali non può fermarsi, la Curatela fallimentare opererebbe certamente le sue scelte. A quel punto quale sarebbe il destino di Asidep e dei lavoratori? E quale sarebbe il destino del sistema pubblico di depurazione industriale in Irpinia?

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