Stop ai ricoveri nelle case di cura private. Pazienti preoccupati, cliniche in difficoltà

Da domani stop ai ricoveri e agli interventi programmati nelle case di cura private. Lo ha disposto l’Unità di Crisi Regionale al fine di reperire personale per l’emergenza Covid.

Stop ai ricoveri presso le case di cura accreditate  e ospedali classificati.  Lo ha disposto l’unità di crisi della regione Campania, con un provvediemnto  inviato al Presidente della giunta Regionale De Luca  ed ai direttori generali delle Asl   sulla base della proroga dello stato di emergenza , disposta dal consiglio dei ministri,  fino al 31 gennaio e sulla base della legge n.27 del 24 aprile  in cui si attribuisce alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano  la possibilità di rimodulare  o sospendere le attività di ricovero e ambulatoriali  differibili e non urgenti al fine di impiegare  il personale sanitario   di tutte le strutture, pubbliche o private,  prioritariamente nella gestione  dell’emergenza covid.Il provvedimento , del 25 /10/2020, salva le  prestazioni oncologiche , chemioterapia e radioterapia, e quelle relative alla alla dialisi. Uno stop già disposto  durante il lockdown di primavera  quando però era stato sottoscritto un accordo tra Aiop , Associazione Italiana Ospedalità Privata e Regione per la riconversione di alcuni reparti per la degenza di pazienti covid  con sintomi leggeri o guariti  ma ancora in isolamento e osservazione ; 600 i posti reperiti su tutto il territorio campano. Il  provvedimento dell’Unità di Crisi Regionale  sta generando preoccupazione nelle varie case di cura private della Provincia, e non solo , già fortemente penalizzate  dalla precedente chiusura. I responsabili  di alcune cliniche private della provincia si stanno muovendo per  avere maggiori ragguagli sul da farsi e su eventuali riorganizzazioni ma i danni  di questo nuovo stop , dicono, potrebbero riflettersi oltre che sui pazienti no covid affetti da  patologie comunque serie , anche sulla qualità dei servizi  e sui livelli occupazionali della sanità privata con gravi ripercussioni  sul tessuto economico e sociale della provincia.

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