Slittano di nuovo le provinciali, il Pd testardo insiste sul congresso

Il governo Conte posticipa ancora una volta le elezioni provinciali a causa del Covid, se ne riparla a maggio (che diventa mese infuocato con le amministrative e i cambi ai vertici all'Alto Calore e all'Asi). Al via le grandi manovre, tutti attendono il Pd che si avvia all'ennesima conta

Nuovo rinvio per le elezioni provinciali, l’ultimo dpcm del governo Conte ha infatti previsto lo slittamento delle consultazioni per il rinnovo delle cariche delle province italiane. Marzo era la data prevista, frutto del primo rinvio definito a novembre in vista del voto che originariamente era fissato a dicembre; l’andamento del contagio ha fatto ritenere all’esecutivo Conte che fosse meglio far votare gli amministratori pubblici in tempi decisamente più sicuri.

La nuova data è quella del 20 maggio, in concomitanza con le prossime amministrative. Proprio per questo non è escluso un nuovo rinvio, sono in molti a ritenere che si arriverà addirittura al prossimo settembre, unificando, dove si renderà necessario, il rinnovo dei consiglieri provinciali a quello del presidente.

In Irpinia tutto dipenderà o meno se verrà concesso, sempre dal governo, la possibilità del terzo mandato per i sindaci: la norma è in discussione, nel caso in cui passasse il presidente Biancardi, sindaco di Avella a fine corsa, potrebbe andare avanti fino a scadenza, cioè il 2022, altrimenti si procederà alla sua sostituzione.

Se resterà maggio la data delle nuove elezioni si potrà invece procedere solo al rinnovo del parlamentino di palazzo Caracciolo e si dovrà attendere dopo l’estate per la scelta del nuovo presidente, che per ora vede tre nomi in corsa: quello del sindaco di Avellino Gianluca Festa, del primo cittadino di Montoro Girolamo Giaquinto per il centrodestra e nelle ultime settimane si è aggiunto il nome del sindaco di Ariano Enrico Franza, lanciato dal deputato Maraia e candidato su cui potrebbe convergere l’alleanza di governo Pd-Movimento 5 Stelle. Una situazione che Festa aveva provato ad evitare in tempi non sospetti, cercando di far convergere i 5Stelle e i voti di Ariano sul proprio nome; ora invece si ritrova con un avversario temibile che potrebbe aggregare il centrosinistra. Molto dipenderà dall’evolversi di un eventuale accordo a via Tagliamento tra Livio Petitto e Maurizio Petracca.

E maggio diventerebbe un mese rovente dal punto di vista politico per la provincia di Avellino: oltre alle provinciali e alle amministrative (oltre 30 i comuni irpini al voto) nello stesso periodo scadono i mandati del presidente dell’Alto Calore Michelangelo Ciarcia e del presidente dell’Asi Vincenzo Sirignano: prevista bagarre per decidere i nuovi amministratori.

Molto di quel che sarà, come sempre, dipenderà da via Tagliamento: lontano anni luce dai problemi quotidiani della gente, il Pd irpino sta infatti concentrando le sue energie sul congresso in arrivo il 28 febbraio. L’ennesima resa dei conti interna, con i trombati del consiglio regionale D’Amelio ed Enzo De Luca che puntano a conservare la posizione, mentre Maurizio Petracca lancia il suo manifesto politico, firmato da 180 amministratori irpini, che non ha altro obiettivo se non quello di gonfiare il suo numero di tessere in vista della conta; il consigliere regionale intanto flirta con il collega Livio Petitto che forse dovrebbe prima sciogliere il nodo di palazzo di città.  Insomma solita ammuina in vista, di cui faremmo volentieri a meno

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