Un’indimenticabile Avellino dei primi del ‘900 nel romanzo epistolare di Mirella Napodano

“Ma l’amore no” l’ultimo romanzo di Mirella Napodano sta determinando molte reazioni di interesse al punto che oggi ci sarà la terza presentazione, questa volta incentrata sull’aspetto culturale e formativo del libro

“Ma l’amore no” edito da Delta 3 è un omaggio alla propria famiglia che Mirella Napodano fa rivivere attraverso un fitto epistolario, partendo dalla storia d’amore tra il padre e la madre. Una storia nella quale ritroviamo la città di Avellino dei primi del novecento con i suoi simboli, e i luoghi che scandivano la quotidianità.

“Ogni persona costituisce di fatto un archivio prezioso e insostituibile di dati culturali filtrati attraverso la sua identità, che sono la sedimentazione della sua irripetibile esperienza di vita – scrive l’autrice nell’introduzione – L’autobiografia è un tornare a crescere per se stessi e per gli altri, un incoraggiamento a continuare a rubare giorni al futuro che resta. Per farlo, non c’è altra scelta che amare il passato”.

La Napodano crede che quello più che abbia funzionato nel romanzo è la descrizione degli ambienti affettivi dei suoi cari, a cui si è dedicata con estrema cura, tentando anche di delineare un certo profilo psicologico dei protagonisti.

Il libro in vendita nelle edicole della città, sta determinando molte reazioni di interesse al punto che oggi ci sarà la terza presentazione. L’incontro in streaming è previsto per le 18:00 tramite link zoom, ed è a cura dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici sezione di Monteforte Irpino, Associazione Medici Cattolici Italiani sezione Avellino e Unicef sezione Avellino.

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