Lettere dal fronte

– Di Anna Carmen Lo Calzo –

“Sei arrivato nella mia vita senza bussare, ma forse avevo lasciato la porta aperta. Non ti sei curato di chi fossi, con chi vivessi, se fossi pronta a riceverti nel mio corpo e nella mia anima. Sapevi che non avevo tante difese e non ti è stato difficile trovare i miei punti deboli per impossessarti di me. Non ho potuto difendermi, né resistere. Ho solo potuto accorgermi fin dal primo momento che eri diverso da tutti gli altri e che mi sarei fatta male. Ho cercato di proteggere la mia famiglia isolandomi nella mia lotta alla tua dirompenza e al tuo cinismo. Sei crudele e privo di anima, ti sei preso tutto il mio spazio, il mio tempo, i miei affetti, i miei sogni. Mi stai soffocando, mi togli il respiro. Ti odio! Ma ce la farò”.
Antonella

“Gli amici venivano per un drink, una colazione, un pranzo veloce. Un giorno sei arrivato tu, non parlavi la nostra lingua. Avevi l’aria di uno che ha viaggiato tanto. Abbiamo avvertito un malessere dopo che te ne sei andato. Ci siamo sentiti inspiegabilmente colpiti dalla tua presenza impalpabile, ma allo stesso tempo invasiva. Qualche commento e una sana dormita e tutto è tornato normale. Nelle settimane successive, alcuni anziani sono stati trovati senza vita nelle loro case. Alcuni ospiti di una festa, alla quale sembra abbia partecipato anche tu, senza essere stato invitato, ricoverati gravi per aggressione. Non respiravano. Chi sei? Da dove vieni? Non hai nemmeno il coraggio di farti vedere. Hai dei complici, ancora più aggressivi di te, e noi abbiamo iniziato a fare ciò che avete fatto a noi”.
Paolo

“Mio figlio Alessandro era felice. Studiava negli Stati Uniti e giocava a calcio in una squadra universitaria. Il sogno della sua vita. Sei arrivato in quel college e hai stravolto le vite di tutti. Ti sei introdotto nei loro appartamenti, li hai sorpresi mentre dormivano, mentre studiavano, mentre imparavano il senso della vita e hai ordinato loro di fare i bagagli e di tornare a casa. Regole da stato di guerra. Hai rovinato il sogno di milioni di ragazzi, comandi tu sulle loro vite, sulle nostre vite. Dicono che servirà per il “dopo”. Ma a loro non interessa il dopo, loro sono adesso.”
Cristina

“Io non ho niente da perdere. Vivo per strada, dormo dove capita, mangio cosa capita, ho superato notti in cui si ghiacciano anche le candele accese. Se pensi di venire da me, preparati. Troverai un ospite abituato a stare con tutti quelli come te e anche più forti di te. Hai bisogno di esperienze forti? Anche io. Ti aspetto, mi trovi in centro, mi piacciono le boutique. Sarà una bella gara”.
Dimitri, “clochard”

“Buona Pasqua, amici miei che mi odiate. Quanta rabbia, quante domande, quante supposizioni. Vi capisco, state soffrendo, state morendo, vivete distanziati, state perdendo le vostre identità, la vostra umanità e il senso della condivisione, del benessere, il sogno di immortalità. Vi chiediamo scusa, per quanto possa servire a placare rabbia e dolore. Vi assicuro che anche per noi non è facile, anche noi siamo stati attaccati e aggrediti. Siamo esseri viventi di un sistema perfetto che però non lo è più. Ma torniamo a voi: siete esigenti, complessi, affascinanti, immensi, ma allo stesso tempo siete ingenui e prevedibili. Noi non siamo nulla in confronto a voi, siamo semplici, primitivi. Ma ci riproduciamo come voi, lottiamo per la vita esattamente come voi. Voi siete i geni, i superiori, coloro che in secoli e millenni hanno reso questo pianeta un immenso “luna park” di cui parlano tutti gli altri pianeti dell’universo. Il problema è che per fare tutto questo avete invaso i nostri spazi costringendoci a modificare la nostra natura. Inoltre, ci avete usati per i vostri scopi. Pensateci. Chi ha scatenato la guerra? La nostra sopravvivenza che vale quanto la vostra. Non mi interessa fare una gara, vorrei solo che oggi, nel giorno della Resurrezione, trovassimo un compromesso. Voi ci lascerete liberi di vivere dove ci è stato consentito in natura. Smetterete di giocare al vostro massacro usandoci a scopi “evolutivi” e di “progresso” che mascherano ben altro. Da parte nostra, noi non possiamo garantirvi di sparire, ma vi prometto che verremo a farvi visita solo per qualche mese all’anno in modo meno aggressivo, come prima, solo per un confronto tra esseri viventi sullo stesso pianeta. Ricordatevi: senza di voi noi non esistiamo, ma nemmeno voi senza di noi. Serena Pasqua”.
Covid-19

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