Avellino, la maggioranza di Festa sempre più in fibrillazione

Non si placano le fibrillazioni nella maggioranza amministrativa al comune capoluogo. Il sindaco continua a fare tutto da sè e ora entra nel mirino del fuoco amico anche la sua vice Laura Nargi

Quella che sembrava una crisi passeggera di mezza stagione rischia di trasformarsi in una tempesta. Una sfaldatura nella maggioranza in cui stanno emergendo i diversi malumori fino ad oggi tenuti nascosti e che ora invece ognuno dei protagonisti, approfittando della situazione, riporta a galla.

Nel mirino l’atteggiamento del sindaco Gianluca Festa che ha smesso da tempo di confrontarsi con i suoi consiglieri, portando avanti in solitaria diverse iniziative amministrative senza coinvolgere la truppa. Ma il comportamento da capo del villaggio, espresso anche nelle discutibili dirette facebook, non sta facendo altro che aumentare l’isolamento del sindaco: zero rapporti con la Regione Campania e il governatore De Luca, dialogo nullo anche con una opposizione troppe volte mortificata, critiche forti anche dagli ordini professionali della città, ora la distanza con i suoi. Chi si permette di criticare, finisce direttamente nel girone dei “rosicones”.

Festa si fa forte di un presupposto contatto diretto con il suo popolo, ma a valutare i commenti che piovono sui social pare che il consenso nei suoi confronti sia decisamente in discesa; in più il sindaco sembra aver dimenticato di essere in una democrazia rappresentativa, in cui i consiglieri sono l’espressione dell’elettorato, e decidono il buono e il cattivo tempo dell’attività amministrativa.

Ma alla richiesta di un chiarimento politico da parte dei suoi, il sindaco ha risposto nisba, sapendo che dietro il malcontento si celano anche legittime ma in alcuni casi meschine ambizioni personali: ma non affrontare le varie questioni non fa altro che scaldare ancor di più gli animi.

Mentre Festa si arrocca nel silenzio, gli alleati non stanno invece a guardare: sulla graticola ci è finita anche il vicesindaco Laura Nargi, che sarebbe colpevole di essere troppo appiattita sulle decisioni del primo cittadino, contestata perfino dal suo gruppo, riferimento di Livio Petitto.

La leva per far saltare tutto i dissidenti l’hanno trovata: le commissioni consiliari. Due sono già finite nelle mani dell’opposizione, nelle prossime ore si riunirà la capigruppo per un faccia a faccia tra tutti, ma gli alleati sembrano non intenzionati a presentarsi. Un altro schiaffo al sindaco e anche al presidente del consiglio comunale Ugo Maggio, anche lui più volte finito nel mirino del fuoco amico.

Un vero e proprio caos che rischia di tradursi in un Vietnam amministrativo: solo il sindaco può risolverlo, o attraverso una retromarcia e un rimpasto in giunta, richiesto fortemente dai gruppi consiliari, ma che ne delegittimerebbe molto la posizione. Oppure può continuare ad andare dritto, tirando la corda fino al punto, se ci riesce, di buttare tutti giù a terra. Rischiando però, allo stesso tempo, di spezzarla.

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