Concia, a fine estate la ripresa ma il futuro di Solofra si gioca sulla proroga degli ammortizzatori: in ballo mille posti di lavoro

Ogni azienda, nel corso degli ultimi dodici mesi, ha perso tra il 30 e il 60 per cento del fatturato. Tutti i lavoratori sono in cassa integrazione a rotazione ormai da un anno e qualora venisse non arrivasse la proroga salterebbe, secondo le stime della Filctem Cgil, mezzo distretto.

Il futuro del distretto conciario di Solofra si gioca nei prossimi mesi. In ballo c’è il destino di circa 2.000 addetti e quasi 200 aziende, di cui 150 operano a Solofra ed il resto a Montoro. Ogni azienda, nel corso degli ultimi dodici mesi, ha perso tra il 30 e il 60 per cento del fatturato. Aziende che hanno mediamente pochi dipendenti, da 10 ad un massimo di 25. Solo 5 o 6 ne impiegano 70. Le prime svolgono pezzi di lavorazione in conto terzi o filiere particolari. Le maggiori lavorano per i grandi marchi.

In tale quadro, con la scadenza degli ammortizzatori sociali a fine giugno e il blocco dei licenziamenti ancora in piedi, per il distretto è vitale una ulteriore proroga per affrontare l’ultima coda della pandemia ed agganciare la ripresa che s’annuncia a fine estate. Campagna vaccinale permettendo, infatti, si dà per scontata un importante balzo delle vendite connesse alla stagione invernale.

Tutti i lavoratori sono in cassa integrazione a rotazione ormai da un anno e qualora venisse non arrivasse la proroga salterebbe, secondo le stime della Filctem Cgil, mezzo distretto. I primi a saltare sarebbero i dipendenti precari, a partire dai 250 stagionali che orbitano intorno alla concia, quindi i dipendenti a tempo determinato. La cassa integrazione ordinaria, infatti, non si può avere se si lavora a tempo determinato, prevedrebbe l’utilizzo di tutte le ferie disponibili prima di essere attivata. A conti fatti il 50 per cento delle aziende, soprattutto quelle più piccole, per ripartire dovrebbero pagare le ferie ma non hanno liquidità.

 

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