Libertà

La morsa del virus sta dando un po’ di tregua e Milano è scesa in campo per la partita della settimana della “Moda Uomo”. Finalmente tutto in presenza, anche se all’insegna della prudenza e della sicurezza. La giocosa e dinamica ripresa della moda, la voglia di rivalsa e di leggerezza, priva di macigni sul cuore, sono i segni evidenti di una città che in questa partenza estiva desidera riprendere il viaggio visionario – ma non surreale – che aveva intrapreso negli anni precedenti alla pandemia.

Dopo mesi bui e nefasti, dopo tanta sofferenza e tante privazioni, ripartire dalla gioia di vivere e di produrre, dal piacere di condividere l’estro creativo, è un bisogno primario ed esaltante. Un messaggio di ottimismo ci riporta ai tempi felici, quegli anni in cui l’Italia dettava regole e canoni di stile e di bellezza, dal vestire al bere, che ci consacrarono come il “Bel Paese” che insegna a vivere al resto del mondo.

Libertà di condividere un pranzo o una cena allo stesso tavolo, di andare al cinema, in palestra, a una mostra o a un museo, di prendere un treno o un aereo sono stati i primi passi, ma non siamo ancora a regime di totale libertà. Il mondo è ancora contagiato, attento e prevenuto, le barriere e le restrizioni sono ancora più che tangibili.

Luciano collabora con un brand italiano della moda tra i più noti al mondo. Ha studiato all’Istituto Europeo di Design, ha collaborato con diverse aziende del Prêt à Porter, per poi approdare come responsabile prodotto in una delle aziende che hanno sfilato durante la recente “Milano Fashion Week Uomo”. Il product manager della moda è una figura professionale che interpreta la creatività dei designers e la coniuga alle esigenze del mercato. Con grande competenza e sensibilità, deve trovare il giusto compromesso tra l’estro e il genio degli stilisti e la concretezza dei compratori.

Prima della pandemia, il ruolo di Luciano era quello di guidare un gruppo di una decina di giovani colleghi appassionati e ben assortiti, anche dal punto di vista umano, in continuo movimento per il mondo. Una squadra vincente, riconosciuta e apprezzata dal Board del Gruppo. Chi lavora sul prodotto e sulla realizzazione di una Collezione di abbigliamento e accessori moda seleziona i fornitori migliori, si reca a fiere di settore, visita stabilimenti in cui avviene la produzione. Luciano viaggiava moltissimo prima della pandemia, andava e tornava dall’Asia mensilmente e l’ultima trasferta risale a gennaio 2020. Oggi siede alla scrivania, lavora spesso in smartworking e mi racconta:

“Confesso che l’idea di non poter ancora tornare in Paesi come la Cina o l’India a causa di varianti, barriere, restrizioni, quarantene, non ha un impatto positivo sul nostro lavoro. Noi della moda non possiamo rimanere confinati dentro le nostre mura. Abbiamo bisogno di movimento, di scambi, di una libertà “speciale”. Il mondo in questo momento è asincrono, ciascuna Nazione sta vivendo una realtà diversa, mette e toglie barriere e il coro delle voci, più o meno competenti, si fa sempre più caotico e destabilizzante. La nostra mission è quella di portare avanti novità, progetti, stimoli, affari. Siamo il settore trainante, uno dei più importanti per il Paese e questo virus ci sta togliendo tanto dal punto di vista dell’efficienza, del tempismo, della possibilità di intercettare stimoli, ispirazioni, sinergie e contaminazioni. Come in tutte le attività umane, il virtuale non sostituisce del tutto il reale. Noi della moda non ci siamo mai fermati e non ci fermeremo. Abbiamo riaperto le danze di una nuova visione di entusiasmo e di consapevolezza attraverso le nostre creazioni. Quando i nostri abiti, qualche giorno fa, hanno sfilato sui corpi di ragazzi di ogni etnia, il mio pensiero è stato: è la festa degli occhi e dei corpi, è la rinascita della creatività, il riscatto del sogno e allo stesso tempo della realtà che non si ferma! Tuttavia, io mi sentirò libero solo quando la rinascita si potrà percepire in modo più equo e più diffuso. C’è ancora troppa gente che non si risolleva e questo mi crea un grande senso di disagio. Noi ce la metteremo tutta per trainare ancora una volta l’anima, lo spirito e l’economia di questo Paese. Lo faremo insieme ai nostri amici del turismo, della cultura, dell’arte, del design, dell’enogastronomia e insieme a voi. Diamoci una mano, riprendiamoci la nostra libertà!”. Grazie Luciano, il tuo messaggio ci incoraggia e ci stimola. Ce la metteremo tutta anche noi!

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