Scandalo politiche sociali: la Regione avvia il commissariamento

La Regione avvia le procedure di commissariamento del piano di zona di Avellino. I giochini di poltrone hanno impedito per ben tre anni il funzionamento delle politiche sociali con grave danno per le fasce deboli. Un esempio di incapacità amministrativa aggravata da basse manovre di potere

Commissariamento in arrivo per le politiche sociali di Avellino. Il piano di zona guidato dal capoluogo scrive l’ennesima pagina vergognosa della sua storia. Quantomeno la Regione ha deciso di mettere fine allo scandalo di un’azienda consortile mai partita, di un ambito dove lavorano continuativamente le stesse cooperative da circa dieci anni senza però presentare uno straccio di rendicontazione su quanto svolto, dove la programmazione è ferma al 2018 (tra l’altro nemmeno appaltata), dove i sindaci sono incapaci di darsi una guida, una linea, una progettualità.

Tutto questo a discapito della povera gente, delle fasce deboli della popolazione su un bacino d’utenza di circa 100mila persone che si vedono negati aiuti e sostegni degni di tal nome, nonostante a disposizione per il settore ci siano finanziamenti da decine di milioni di euro.

Un vero e proprio fallimento, su cui anche Gianluca Festa ha voluto mettere la sua firma: dal momento del suo arrivo, il sindaco di Avellino ha prima boicottato la nomina del direttore generale, facendo saltare il bando e sostituendolo con il segretario generale del comune che non ha nessuna competenza nel settore, si è limitato ad appaltare gli stessi progetti finiti in mano sempre alle stesse cooperative (con procedure di reclutamento del personale, circa 50 persone, avvenute senza trasparenza immediatamente dopo le elezioni regionali), non è riuscito ad avviare i lavori dell’azienda consortile, non ha stabilizzato i dipendenti, non ha definito la programmazione del 2019, ha creato divisioni tra i sindaci anzichè metterli assieme per il bene comune. Basti pensare, un esempio su tutti, che il piano di zona di Avellino è stato incapace di aprire un solo asilo nido pubblico su tutto il territorio servito. Fa specie riflettere sul fatto che le due deleghe che il sindaco si è tenuto per sè, politiche sociali e cultura, siano quelle che hanno prodotto meno risultati di tutti.

E ora Palazzo Santa Lucia ha deciso di fermare lo scempio. “Si è preso atto del fatto che dopo tre anni dalla costituzione dell’Azienda consortile non si è ancora proceduto alla nomina degli organi statutari” si legge nella nota della Regione comunicata dopo la decisione della giunta De Luca.

“Il benessere dei cittadini – dichiara Lucia Fortini – è nostro primo e unico impegno. Non si può consentire che non vengano date risposte alle persone più fragili. Abbiamo dato tempo e risorse a quest’Ambito, e il procedimento di commissariamento è inevitabile” le parole dell’assessore regionale.

“Festa ha bloccato per anni servizi indispensabili da erogare a cittadini fragili solo per un gioco di potere, di mera occupazione di poltrone. Bene ha fatto la regione a sbloccare la situazione, l’assistenza alle persone in difficoltà non può soccombere agli interessi e alle speculazioni politiche”, il commento del capo dell’opposizione Luca Cipriano.

Per evitare il commissariamento, il piano di zona di Avellino avrà trenta giorni per dotarsi di tutte le figure mancanti per avviare l’azienda consortile: una missione quasi impossibile, contando il nulla prodotto in tre anni. Si apre una nuova pagina quindi per le politiche sociali di Avellino e hinterland, già passate per diversi commissariamenti senza alcun risultato: se volete ancora una dimostrazione su quanto sia misera la classe politica locale, basta vedere come si comporta con i suoi cittadini più bisognosi

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