Alto Calore, Petitto e De Caro invocano le dimissioni di Ciarcia

Intanto il tribunale ha fissato il giorno della prima udienza per discutere l'istanza fallimentare della procura: si terrà il 19 ottobre

Alto Calore, il tribunale fallimentare ha fissato l’udienza per iniziare a discutere la richiesta di default avanzata dalla procura della Repubblica di Avellino. Il prossimo 19 ottobre i giudici saranno chiamati ad esaminare quanto accertato dai pm Russo e D’Onofrio e dai militari della guardia di finanza, secondo cui la situazione finanziaria di Corso Europa sarebbe irreversibile, soffocata da 150 milioni di euro di debiti e con nessuna prospettiva di risanamento negli atti e nei bilanci approvati negli ultimi anni. Il manager di Alto Calore Michelangelo Ciarcia assieme agli avvocati sta preparando le controdeduzioni, convinto di poter salvare l’ente di cui è alla guida da tre anni. Ma da più versanti la politica chiede a gran voce le dimissioni di ciarcia.

“Chi pensava di nascondere la polvere sotto il tappeto, proponendo onirici piani industriali, per il risanamento di Alto Calore deve fare oggi i conti con un’iniziativa giudiziaria che obbliga, ciascuno e tutti, a ragionare in modo concreto e senza pregiudizi ma anche senza l’ostinata volontà di difendere rendite di posizioni da tempo non più difendibili”, le parole rilasciate in un comunicato stampa congiunto dal consigliere regionale Livio Petitto e il deputato Pd Umberto Del Basso De Caro

“Abbiamo grande rispetto per il lavoro svolto dagli amministratori che si sono succeduti in questi anni, ma riteniamo sia giunto il tempo di compiere atti di responsabilità per ricostruire, una società più forte, più sana, più all’altezza delle sfide che i tempi e le nuove normative reclamano”, conclude il comunicato

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