L’isola ecologica costa ai cittadini 200mila euro l’anno ma resta fantasma

I paradossi dell'amministrazione comunale del capoluogo. L'isola ecologica costa ai cittadini avellinesi circa 200mila euro l'anno. Ma di fatto è un fantasma

E’ sparita dai radar da un anno e mezzo, ma i cittadini avellinesi continuano a pagarla. L’isola ecologica del capoluogo  rimane uno dei tanti misteri irrisolti della città. Cancellata con un colpo di mano dal sindaco Festa quando decise lo “switch” tra piazza Macello e il piazzale dello stadio per il nuovo terminal dei bus, il  puzzle disegnato dal primo cittadino prevedeva il mercato a Campo Genova, incompatibile dunque con il centro di raccolta rifiuti.

Per oltre un anno anche la fiera bisettimanale salutò Avellino, ma il suo fu fortunatamente soltanto un arrivederci, quello dell’isola ecologica sembra un addio, senza tra l’altro nessuna spiegazione da parte dell’amministrazione. Non si parla più di progetti né di appalti né di nuove postazioni, nel frattempo però gli avellinesi continuano a pagare e profutamente il servizio, che costa, secondo da contratto con Irpiniambiente, 200mila euro l’anno. Perché quei soldi non vengono investiti ad esempio per potenziare la pulizia delle strade, che versano in condizioni pietosi, dove non si vedono macchine idropultirici, con piazza Libertà assurta a simbolo del degrado cittadino? Sperando che la risposta non faccia la fine dell’isola ecologica

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