Piano di zona, ora siamo alle assemblee carbonare

Politiche sociali sempre più al paradosso. Dopo la seduta andata deserta, Festa e i suoi ci riprovano: ma la convocazione dell'assemblea viene fatta dal sindaco di Tufo, che non ha titolo per farlo. Il presidente Picariello diffida i sindaci a riunirsi. Uno spettacolo mortificante

Se non si parlasse di politiche sociali, e dunque dei problemi della povera gente, ci verrebbe da ridere. Invece non ci resta che piangere, osservando da fuori cosa accade nel piano di zona di Avellino e dell’hinterland. Dopo lo schiaffo politico di 11 sindaci su 16 che hanno disertato l’assemblea, convocata per provare a sanare in extremis una delle tante inadempienze del sindaco Festa nella gestione dell’azienda consortile ed evitare il commissariamento della regione, i 4 sindaci rimasti vicini ad Avellino hanno tentato un ultima mossa disperata.

Il primo cittadino di Tufo, senza aver alcun titolo, ha provato a convocare una nuova assemblea per domani, infrangendo ogni buona regola amministrativa, con la speranza di raggiungere un quorum in seconda convocazione. Da parte del presidente dell’assemblea Nunziante Picariello di tutta risposta è arrivata una diffida a non dare seguito a quella convocazione poiché “adottata da soggetto non legittimato e in assenza di qualsiasivoglia presupposto di fatto e diritto”. Insomma lo scontro continua, sperando che la regione ponga fine il primo possibile a questo scempio

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