Cadavere tra i boschi di Cervinara, per gli inquirenti si tratta di Moscatiello

Prima il teschio, ora il ritrovamento del resto del corpo: per le forze dell'ordine non ci sono quasi più dubbi, tutti gli elementi raccolti riconducono ad Antonio Moscatiello, il 58enne scomparso qualche mese fa. Manca solo il test del Dna per la definitiva certezza

Il test del Dna darà la definitiva certezza, ma gli organi inquirenti hanno già diverse evidenze medico scientifiche per poter dare un volto allo scheletro scoperto tra i boschi di Cervinara. Pochi ancora i dubbi sul fatto che si tratti di Antonio Moscatiello, il 58enne di Cervinara scomparso dallo scorso luglio.

Il teschio ritrovato in località Pozzillo due settimane fa combacia perfettamente con il resto del cadavere rinvenuto ieri, nascosto tra i rovi, da due cercatori di castagne. Il luogo del ritrovamento sempre la stessa località, nella parte alta della colonna vertebrale proprio le ossa mancanti del teschio ritrovato in precedenza permettono di affermare che si tratti dello stesso scheletro.

E dalle fattezze del corpo, dall’altezza e dalle caratteristiche del cadavere ritrovato, i carabinieri del nucleo investigativo coordinati dal capitano Pietro Laghezza, aiutati dai rilievi del reparto della scientifica della polizia e dal medico legale, sentono di potersi sbilanciare nell’affermare che si tratti proprio di Moscatiello, confrontandosi su questa supposizione anche con i familiari dell’uomo.

Il test del Dna sul teschio trasferito al moscati lo scorso 21 settembre chiuderà definitivamente il mistero; sembrano non esserci dubbi anche sulle cause della morte, sopraggiunta per motivi naturali. L’uomo dovrebbe essere stato preda di un malore mentre percorreva i boschi; sarebbero stati poi i cinghiali, trovato il cadavere, a fare razzia dei resti del corpo

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