Politiche sociali, la Regione ha deciso: piano di zona commissariato, fallimento per Festa

Azienda consortile mai partita, programmazione 2019 (nel 2021!) ancora non consegnata: la Regione ha approvato la delibera di commissariamento delle politiche sociali del capoluogo e dei 15 comuni afferenti all'ambito. Entro la prossima settimana in arrivo tre commissari, uno con compiti ispettivi per verificare eventuali illegittimità

Non poteva finire diversamente per Gianluca Festa e le politiche sociali del capoluogo e dei 15 comuni afferenti al famigerato piano di zona A4. Finalmente la Regione ha preso la sua decisione e ha scelto di commissariare l’ambito.

Un provvedimento quasi inevitabile, visto che non è bastato quasi un anno al sindaco Festa per far partire la nuova azienda consortile, a cui aggiungere la sua incapacità, assieme a quella degli altri primi cittadini, nell’ approvare la programmazione del 2019, quando siamo nel 2021.

Palazzo Santa Lucia non ha potuto fare altro che verificare tutte le carenze amministrative e politiche del piano di zona guidato dal capoluogo. E così la giunta De Luca si è arrogata i poteri sostitutivi.

Entro la prossima settimana verranno nominati ben tre commissari, un rappresentante delle politiche sociali, un direttore degli ambiti territoriali e perfino un legale dell’avvocatura regionale, che avrà compiti ispettivi: dovrà esaminare tutti gli atti prodotti dal comune di Avellino e verificarne la legittimità, viste tutte le contraddizioni che si sono susseguite nelle comunicazioni del sindaco Festa e dei suoi dirigenti.

L’obiettivo dei commissari sarà quella di raddrizzare la barca che affonda da tempo immemorabile, traguardo minimo l’approvazione della programmazione 2019 e il varo effettivo dell’azienda consortile, con tutte le figure necessarie al proprio posto.

Già annunciata nei giorni scorsi dal sindaco Festa la volontà di ricorrere al Tar contro l’eventuale delibera regionale. Il primo cittadino farebbe però bene, invece che perdere tempo nei tribunali, a spiegare come mai dopo oltre un mese di scuola il servizio di assistenza scolastica ai ragazzi autistici non è ancora partito, uno dei molteplici esempi di un piano di zona che ha fallito da sempre la sua mission, quello di pensare alle fasce deboli della cittadinanza, troppo impegnato invece nell’accontentare sempre le stesse cooperative, che non hanno mai presentato uno straccio di rendicontazione, ma in cambio garantito assunzioni a go-go a nomi spesso vicini alle amministrazioni, anche ultimamente figurano, tra gli altri, ex candidati nelle liste elettorali e parenti di dipendenti comunali.

Un fallimento di Festa ma non solo, anche di tutti coloro che lo hanno preceduto. Tra loro pure un commissario, sintomo che anche la Regione sia stata complice fino ad oggi di una situazione disastrosa: chissà se a questa vergogna che dura da dieci anni sia stata messa davvero la parola fine

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