E durante una bella giornata autunnale, ad Avellino piovvero monopattini

Questa mattina il capoluogo si è risvegliato con una cinquantina di monopattini parcheggiati in vari punti della città. Ma l'amministrazione comunale non ne sapeva nulla. Nel pomeriggio il comandante della municipale ha dato ordine di rimuoverli: ma la vicenda potrebbe non essere finita qui

Decine di monopattini elettrici, sparsi in vari punti della città, parcheggiati beatamente sui marciapiede, in attesa solo di essere utilizzati. Si è risvegliata così Avellino. Cittadini decisamente incuriositi; piazza Libertà, corso Europa, viale Italia all’altezza della chiesa di San Ciro, piazza D’Armi, come funghi sono spuntate delle mini-stazioni da 5-6 monopattini l’una.

Una iniziativa non annunciata, il primo pensiero è andato subito all’amministrazione comunale, ma il mistero si è infittitio quando tutti gli assessori dell’esecutivo Festa hanno sostenuto di non saperne nulla.

E infatti a piazzare i miniscooter elettrici è stato un privato, ovvero la drivio di Isernia, che sul suo portale web comunica anche tariffe e modalità di utilizzo del servizio di sharing; un euro per lo sblocco e 20 centesimi al minuto. “Vogliamo rendere la mobilità più green ma anche economicamente più accessibile”, spiega l’azienda, in una città, aggiungiamo noi, che è stata incapace in due anni a far partire il servizio di bike sharing. L’intenzione potrebbe essere anche buona, anche se in alcune città dove è stato sperimentato, tipo Roma, si sta facendo marcia indietro a causa della pericolosità dei mezzi una volta messi in strada, però dovrebbe quantomeno essere autorizzata. Passaggio che il comune non avrebbe mai fatto, a detta dei vari membri della giunta: i monopattini intanto restano lì, all’insaputa del sindaco quindi, un piccolo mistero di una assolata mattinata di novembre.

AGGIORNAMENTO

Nel pomeriggio la ditta, su indicazione del comandante della polizia municipale Michela Arvonio, ha provveduto alla rimozione dei monopattini. Ma pare che il titolare avesse ottenuto l’autorizzazione dagli uffici di palazzo di città: la vicenda potrebbe non essere finita qui

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