Delitto Gioia, i due fidanzati volevano utilizzare una pistola per la strage

Ieri la seconda udienza del processo. Ascoltato il vicequestore Gianluca Aurilia, che ha ricostruito quella drammatica serata. Dalla chat dei ragazzi la volontà di utilizzare la pistola: poi la scelta di Limata è ricaduta su un coltello con 15 cm di lama

Giovanni: “Se devo farlo voglio divertirmi”

Elena: “Un colpo e basta. No. Quante volte ti ho detto in modo rapido senza prenderci gusto”

Giovanni: “Un colpo e basta, pensi sia silenziato. Hai paura che poi mi piacerà e prenderò il vizio”

Elena: “Non avevi detto che avevi il silenziatore? No amo ce ne dobbiamo andare in fretta”

Giovanni: “Ti ho detto che non ho visto mio cugino oggi, ma stai tranquilla”

Dovevano utilizzare una pistola, a poche ore dall’omicidio almeno questi erano i piani di Elena e Giovanni, la coppia di fidanzati che uccisero il padre di lei, Aldo Gioia. Ma Giovanni Limata non era riuscito a procurarsela come aveva promesso, e non si è fatto accompagnare da nessuno, come Elena invece gli aveva richiesto più volte.

Solo, con un coltello da caccia con una lama lunga 15 cm, era convinto di riuscire a portare a termine la strage familiare che avevano pianificato nei dettagli nella loro lucida follia. Sono state poi le urla e la reazione di Aldo Gioia a frenare l’impeto di Limata, permettendo di salvare almeno la moglie e la figlia grande.

Ieri in tribunale il capo della squadra mobile della questura Gianluca Aurilia ha ricostruito tutta la drammatica serata dell’omicidio, dalla scena agghiacciante che si sono ritrovati davanti appena entrati nel salotto di casa Gioia, con Aldo steso sul pavimento, accanto al divano, in una pozza di sangue, la disperazione della moglie, la figlia grande Emilia che cercava di tamponare le ferite del padre, Elena invece arroccata nel suo silenzio. Mentre i sanitari del 118 cercavano inutilmente di salvare la vita di Aldo, gli agenti nella rampa di scale del condominio hanno trovato il giubbotto, la fodera del coltello e la tessera sanitaria di Giovanni Limata, riuscendo in breve a risalire all’autore di quell’efferato delitto. Nella prossima udienza verranno ascoltate la moglie di Aldo Gioia, Elena Ferrajolo, e la figlia grande, Emilia Gioia

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