Festività sottotono, i commercianti intonano il… pianto di Natale

Covid, ritardi, indecisioni e ordinanze antismog, il Natale ad Avellino rischia di essere ancora una volta in tono minore. Retromarcia del vicesindaco Nargi su casette ed eventi, spazio solo alle luminarie. Ma mentre le altre città le hanno già montate, l'amministrazione non ha ancora pubblicato la gara per l'affidamento

Covid, ritardi, indecisioni e ordinanze antismog, Il Natale ad Avellino rischia di essere ancora una volta in tono minore. Arrivati al 26 novembre, mentre le altre città campane sfoggiano già le loro luminarie, il capoluogo irpino è ancora fermo al palo né si vedono bandi di gara per l’organizzazione degli eventi.

E l’assessore alle attività produttive Laura Nargi sembra aver fatto retromarcia sulle tradizionali casette lungo il Corso Vittorio Emanuele: pubblicata la manifestazione d’interesse, che ha visto solo 21 attività interessate sulle 30 casette a disposizione, il vicesindaco pare aver avuto un ripensamento, preoccupata per l’avanzare dei dati del contagio e dunque di possibili assembramenti lungo il Corso. Da qui la volontà di voler spostare il villaggio di Natale in piazza Kennedy, meta non certo affascinante per il passeggio avellinese e che rischia di far ritirare le proposte dei commercianti interessati alle casette.

Nargi inoltre ha già chiarito, sempre per lo stesso motivo, che non si organizzeranno eventi. Solo luminarie, albero di Natale e musica in filodiffusione, ma come detto al momento non è stata ancora pubblicata la gara per l’affidamento e l’8 dicembre si avvicina inesorabile.

A questo si aggiunge la volontà della prefettura di emanare una ordinanza antismog che freni i veicoli maggiormente inquinanti, dagli euro 0 agli euro 4 inclusi, dal lunedì al venerdì per tutto dicembre: più che un canto, i commercianti intonano già il pianto di Natale

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