Sarno e Solofrana, la rete di monitoraggio del fiume alla Protezione civile

14 stazioni attivate quattro anni fa e costate oltre due milioni di euro che in questo lasso di tempo hanno funzionato poco e male

In questi quattro anni hanno funzionato poco e male le 14 stazioni di rilevamento dati che Arcadis – agenzia della regione campania per la difesa del suolo – sistemò lungo il fiume Sarno ed i suoi affluenti, Solofrana compreso. Un investimento da due milioni e trecentomila euro. Un tassello del Grande progetto Sarno che, anche grazie alla realizzazione di vasche di laminazione, doveva servire a prevenire le esondazioni del fiume. Due gli invasi previsti nel territorio montorese. Delle vasche di laminazione, negli anni, si sono perse le tracce. Ed anche le stazioni di rilevamento non hanno avuto un sorte migliore. Delle 14 realizzate Alcune sono state trafugate. Altre semplicemente vandalizzate. Ora sono state consegnate alla direzione generale lavori pubblici e protezione civile che avrà il compito di rimetterla in sesto la rete di monitoraggio di uno dei corsi d’acque più inquinato d’Europa

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