Dogana, retromarcia del comune: si va verso la gara

Vicino allo sblocco la vicenda Dogana: gli uffici comunali verso la retromarcia sull'affidamento diretto a Fuksas, proporranno una gara aperta o una trattativa negoziata. Una strada che comunque può portare all'archistar romana. Ora tocca all'amministrazione Festa l'ultima parola

Dogana, retromarcia degli uffici comunali dopo la doppia bocciatura dell’Anac sull’affidamento diretto a Fuksas, ma non tramonta la possibilità di arrivare comunque all’archistar romana.

Mercoledì il caso arriverà in aula consiliare, dove l’amministrazione Festa sarà chiamata a spiegare come intende procedere per il restauro dell’antico edificio di piazza Amendola, dopo i passi falsi collezionati in questi due anni e mezzo.

I tecnici di palazzo di città hanno proposto un paio di soluzioni: niente concorso d’idee, si procederà a gara, come auspicato dall’ordine degli architetti. Bisogna capire solo se si tratterà di una gara aperta a tutti o, come sono più orientati gli uffici, a una procedura negoziata attraverso cui invitare almeno cinque professionsti chiamati a giocarsela dal punto di vista economico e progettuale. Per questa seconda scelta, bisognerà abbassare però l’importo previsto per la progettazione: non più 290mila euro, si deve scendere sotto la soglia dei 220mila euro, come previsto dal codice degli appalti. Non un problema insormontabile, si elimineranno nel caso i costi della direzione artisticia.

Per assicurarsi comunque un nome di prestigio, come vuole il sindaco Festa, gli uffici inseriranno tra i requisiti la previsione di un curriculum di tutto rispetto per poter partecipare; ed ecco come si spalanca di nuovo un portone per Fuksas. Procedure legittime e una grande firma: se questa fosse la strada seguita, Avellino, ora sì, potrà cominciare a sognare per il rilancio di uno dei suoi monumenti principalii

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