Ha l’infarto ma al PS ci sono casi covid e lo mettono in attesa. La moglie insiste e lo salva

E' successo al P.O Frangipane di Ariano. L'uomo, 71 anni, ora è ricoverato in Utic. Gli hanno impiantato due stent. La moglie lo ha convinto a non tornarsene a casa ed ha sollecitato i sanitari a prenderlo subito in carico

Capisce di avere sintomi simili a quelli di un infarto, corre al Pronto Soccorso dell’ospedale Frangipane  di Ariano ma gli chiedono di aspettare in sala d’attesa perché stavano trattando due pazienti covid. E’ accaduto ad un uomo di 71 anni , di Ariano , lo chiameremo Giovanni nome di fantasia per rispetto della sua privacy. A Giovanni sono stati impiantati due stent ed ora è ricoverato in Utic. Una storia emblema di quanto il covid possa uccidere anche indirettamente. Giovanni e la moglie avevano capito la gravità della situazione ed hanno preteso l’immediato ricovero nonostante l’invito ad attendere : troppo rischioso andare in un’altra struttura, ci ha confidato la moglie di Giovanni, e poi da Ariano si impiegano almeno 40 minuti  per raggiungere un altro ospedale attrezzato, quello di Benevento è il più vicino,  e in questi casi, potrebbero essere fatali. Giovanni ha rischiato ma alla fine gli è andata bene. La riconversione del Frangipane in ospedqale covid sta causando gravi disagi all’utenza. Al di là della chiusura del reparto di medicina e della sospensione della chirurgia elettiva e delle attività ambulatoriali , è anche l’emergenza a risentirne . Un grido d’allarme che arriva dal territorio, non si contano i trasferimenti di pazienti dal pronto soccorso  in altre strutture anche extra provinciali  a causa dell’impossibilità di trattare patologie gravi non covid direttamente al Frangipane. Carenza di personale, spazi limitati, è il dramma di tanti piccoli ospedali di prossimità delle aree interne come il Frangipane che, nonostante la professionalità e lo spirito di abnegazione di chi ci lavora  non riescono più a garantire, dopo due anni di emergenza covid e di politiche forse poco mirate da parte di chi invece dovrebbe essere più attento alle aree  periferiche ,  i servizi sanitari essenziali che c’erano prima dello tzunami Sars Cov 2.

I commenti sono chiusi.