Provincia, con la notifica del Tar Buonopane decade ma annuncia ricorso: lo scenario possibile

Il caso Provincia. Il Tar ha accolto in parte il ricorso di D’Agostino e disposto il ritorno al voto per i 30 comuni appartenenti alle fasce demografiche B e D. La decisione fa decadere la presidenza di Buonopane che annuncia ricorso al Consiglio di Stato, puntando ad ottenere nell'immediato la sospensiva

Inizia a dipanarsi un po’ il caos amministrativo conseguito alla sentenza del Tar in merito alle ultime provinciali, che ha accolto in parte il ricorso di Angelo Antonio D’Agostino, disponendo il ritorno al voto per trenta comuni, quelli appartenenti alle fasce demografiche B e D. Contestato dai magistrati il voto di due consiglieri comunali avvenuto fuori dal territorio provinciale.

Questo fa decadere, dal momento della notifica della sentenza, il presidente di Palazzo Caracciolo Rino Buonopane, il compito di colmare questo vuoto istituzionale tocca agli uffici dell’ente di piazza Libertà. Nessuna possibilità di un commissariamento da parte della prefettura, la provincia, come ente di secondo livello, ha assolutamente la capacità giuridica di autodeterminare il percorso da seguire;  l’assenza di indicazioni all’interno della sentenza del Tar spinge comunque gli uffici a fare gli straordinari per individuare il corretto iter amministrativo.

Primo punto, bisogna capire chi sarà tenuto a indire le nuove elezioni: il ricorso di D’Agostino era contro la figura e l’elezione del presidente, resta invece in piedi il consiglio provinciale. Lo statuto prevede che i poteri passino in capo al vicepresidente; non essendo stato ad oggi nominato, il compito scivola sul consigliere provinciale “più anziano”, recita testualmente lo statuto, che secondo consuetudine dovrebbe essere il più votato, in questo caso Fausto Picone, ma se si valuta l’età anagrafica, toccherebbe a Costantino Giordano. A uno dei due il ruolo di indire immediatamente le nuove elezioni e nel frattempo, ma anche qui servirà un approfondimento, il compito di guidare il consiglio.

I tempi delle nuove elezioni diventano decisivi: non sfuggirà al telespettatore attento che la vicenda si accavalla al voto amministrativo del prossimo 12 giugno, che potrebbe modificare la platea elettorale.

Insomma un percorso a ostacoli, che potrebbe essere frenato in partenza da Rino Buonopane. Il sindaco di Montella, impegnato questa mattina in consiglio comunale,  ci ha confermato la sua volontà di presentare ricorso al Consiglio di Stato, richiedendo una immediata sospensiva della decisione del Tar che se accolta, lo rimetterebbe alla guida di Palazzo Caracciolo. Altrimenti si dovrà attendere la pronuncia nel merito: nel frattempo, il caos giuridico amministrativo è servito. Ma nasce tutto dai limiti conclamati della legge Delrio, ma anche dalla confusione politica che regna, ormai da anni, sotto il cielo d’Irpinia

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