Alto Calore fuori dai fondi: “Sotto procedura fallimentare non avrà mai i requisiti”

Alto Calore a bocca asciutta. Il presidente dell'Eic Mascolo spiega: "Fino a quando Alto Calore non risolverà i suoi problemi non otterrà mai l'affidamento del servizio idrico". Ciarcia: "Colpe del passato, proveremo ad ottenere affidamento e finanziamenti entro la prossima finestra del Pnrr di ottobre"

“Non è colpa della nostra inerzia o inattività se perdiamo l’opportunità fornita del Pnrr, l’istanza di fallimento della procura ha frenato il processo di affidamento del servizio idrico per Irpinia e Sannio, che sembrava a un passo: ora stiamo lavorando per ottenerlo in previsione della seconda finestra concessa per ottobre, ma appare sconcertante che nell’ultimo ventennio gli attori in campo non sono stati in grado di giungere a una decisione, invero scontata, che oggi avrebbe assicurato un futuro alla società”. Se la prende con il passato il presidente dell’Alto Calore Michelangelo Ciarcia, puntando il dito contro le precedenti gestioni di Corso Europa e il procedimento al ralenti che ha accompagnato le prime fasi dell’Eic e la relativa domanda di affidamento delle risorse idriche da parte di Alto Calore, che si è persa nelle lungaggini burocratiche e politiche. E’ questo lo scoglio contro cui si infrangono le speranze di Alto Calore, spiegate in una lunga nota stampa dal suo presidente Ciarcia, ora costretto a trovare un rimedio provando ad ottenere l’affidamento del servizio idrico entro l’ultima finestra concessa dal Pnrr di ottobre, altrimenti l’occasione di nuovi fondi andrà definitivamente persa e agli irpini non rimarrà che piangere sull’acqua versata dalle reti colabrodo.

Ma il presidente dell’Eic Luca Mascolo, contattato al telefono, praticamente spegne le ultime speranze: “L’Eic non può affidare il servizio a una società in piena procedura fallimentare, l’Alto Calore dovrà convincere prima i giudici sulla propria sostenibilità finanziaria, poi ne possiamo riparlare”, spiega il numero uno dell’Ente Idrico Campano. “L’Eic – conclude – non poteva risolvere in poco tempo ciò che non si è fatto negli ultimi venti anni, e oggi Alto Calore non ha i requisiti per vedersi assegnata la gestione delle risorse idriche e dunque per partecipare ai bandi: a queste condizioni anche noi abbiamo le mani legate”

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