Avellino, la giunta comunale vuole ex Moscati e Maffucci in cambio dei suoli della città ospedaliera

La giunta comunale di Avellino impugna l'accordo quadro del '97 e delibera di voler la restituzione dell'ex Moscati di viale Italia e l'ex Maffucci di contrada Pennini in cambio dei suoli della città ospedaliera. Si preannuncia una battaglia di giustizia amministrativa decisamente tutta in salita

Terreni dell’ospedale Moscati, il sindaco Festa non demorde e anziché cederli a titolo gratuito ora pretende in cambio la restituzione dell’ex Moscati di viale Italia e l’ex Maffucci di contrada Pennini. Si inasprisce lo scontro legale, che ha già avuto un paio di precedenti presso il Tar di Salerno, tra l’amministrazione comunale e la dirigenza della cittadella ospedaliera.

Una battaglia ingaggiata dal primo cittadino di Avellino, arrivato ora addirittura a chiedere al consiglio comunale di pronunciarsi in merito alla proposta della sua giunta, che prevede di modificare l’accordo di programma sottoscritto tra comune e ospedale nel 1997, in cui palazzo di città riconosceva la proprietà dei suoli di contrada Amoretta alla nuova azienda ospedaliera che sarebbe dovuta sorgere da lì a poco.

Un accordo tra l’altro che lo stesso Festa, quando era vicesindaco della giunta Galasso, nel 2013 ribadì attraverso una delibera di giunta. Ma ora il sindaco ha cambiato idea e pretende di ottenere, in cambio dei suoli dove sorge la cittadella ospedaliera, l’ex Maffucci di contrada Pennini e l’ex Moscati di Avellino (che nel frattempo hanno trovato una destinazione d’uso: la Regione vuole utilizzare il primo come nuova sede dell’Asl e il secondo come ospedale di comunità). Per farne cosa, difficile a dirsi visto che di progetti futuri il sindaco non ne ha mai parlato in termini concreti.

Festa, tra le sue ragioni, si fa forza del fatto che il consiglio comunale non si è mai pronunciato nel merito e che dunque l’allora accordo di programma quadro non può essere oggi approvato, per di più perchè secondo lui, rimangiandosi quindi la sua stessa parola data nel 2013, il trasferimento dei beni all’azienda ospedaliera non doveva prevedere anche il passaggio delle strutture che hanno ospitato i due ex ospedali di contrada Pennini e viale Italia, che in quanto dismessi dovevano passare di proprietà al comune.

Festa chiede dunque di riottenerli, nonostante l’ospedale fino ad oggi si sia sobbarcato i costi di adeguamento sismico delle strutture e abbia pagato puntualmente Ici e Imu al comune.

Se non avrà i due plessi in cambio il primo cittadino non cederà i suoli all’azienda ospedaliera, queste le sue intenzioni su cui dovrà pronunciarsi il consiglio comunale, impedendo di fatto al Moscati di metterli a bilancio e quindi diminuendo le sue capacità finanziarie, a discapito ovviamente di tutti gli utenti.

Tutto pur di avere tra le mani Maffucci e ex Moscati, anche se i vantaggi sono complicati a dirsi: ma uno come il sindaco, visto come ha rilanciato l’ex Eliseo, Casina del principe, Samantha della Porta, e le altre strutture inutilizzate del patrimonio comunale, saprà sicuramente il fatto suo

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