Avellino, abbandono della Dogana: imputati prosciolti

Nessun processo, dunque. C'è la sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione

Avellino, processo dogana: arriva la prescrizione per gli imputati. Il processo è nato nel 2016 dall’inchiesta del sostituto procuratore Roberto Patscot riguardante lo stato di incuria e abbandono dello storico palazzo di via Amendola. A gettare la spugno proprio la Procura di Avellino. Il pm ha chiesto l’applicazione della prescrizione per gli imputati. Già in sede di udienza preliminare era scattata la prescrizione per il reato di omissione in atti d’ufficio per l’ex dirigente comunale Giuseppe Blasi per aver firmato la sospensione del provvedimento in danno agli eredi dello storico palazzo – Annamaria e Umberto Sarchiola, accusati a loro volta di danno al patrimonio storico e artistico e omissione di lavori in edifici che minacciano rovina. Finiti tra gli imputati anche gli ex dirigenti del settore pubblica incolumità – Giovanni Valentino, Giovanni Guerriero, Antonio Fusco, Giovanni Iannaccone, Angelo Bochicchio e Luigi Cicalese – per il reato di omissione di atti d’ufficio. All’ingegnere Michele Candela, invece, fu contestato anche il falso in atto pubblico e il favoreggiamento per aver falsamente dichiarato, in una nota del 2014, che il Comune aveva provveduto all’installazione di un’apposita recinzione atta al contenimento della struttura, per scoraggiare un eventuale crollo. Recinzione, secondo i consulenti della Procura, totalmente inadatta all’adempimento dello scopo. Nessun processo, dunque. C’è la sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione

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