I chiusini non bastano. Codice rosso per l’emergenza cinghiali nell’alta valle del Cervaro

A Savignano Irpino la cattura selettiva autorizzata dalla Regione non sta producendo i risultati sperati. Finora pochissimi gli esemplari portati nelle riserve. L’appello: allungare la stagione della caccia

Ad un mese dall’entrata in vigore della cattura selettiva dei cinghiali il risultato sembra deludente e l’emergenza continua. Il dato arriva da Savignano Irpino uno dei pochi comuni ad aver ottenuto l’autorizzazione alla caccia selettiva già dallo scorso anno. Nei chiusini  e nelle gabbie mobili finora sono finiti  pochissimi animali, poco più di dieci esemplari,  quasi tutti da liberare in quanto cuccioli  o mamme in allattamento, pochissimi quelli tradotti nell’area protetta  della foresta demaniale regionale di “Cerreta Cognole”. E i danni all’agricoltura sono sempre più ingenti , non basta la siccità, la devastazione delle colture operata dai cinghiali continua a mettere in ginocchio gli imprenditori agricoli del posto che chiedono il risarcimento. Un bilancio deludente dunque, il sindaco di Savignano Irpino Fabio della Marra  lo conferma. La cattura selettiva non è sufficiente, è una goccia nell’oceano,  l’unica strada da seguire è quella di allungare  la stagione della caccia che attualmente si concentra  negli ultimi tre mesi dell’anno da ottobre a dicembre  e si può svolgere  esclusivamente in battute  autorizzate nei giorni di giovedì e Domenica  con l’aggiunta del sabato  soltanto dal primo ottobre al 20 novembre. Troppo poco per poter far fronte all’invasione che si registra  da tempo . I cinghiali  vengono spesso avvistati nei centri urbani dove probabilmente si recano alla ricerca di cibo. Presenze inquietanti  che mettono  a rischio anche la pubblica incolumità.

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