P.O Frangipane , il Tar boccia il ricorso del comune: il sangue sarà lavorato ad Avellino

La medicina immunotrasfusionale nella struttura arianese, soppressa nel 2015, non sarà riattivata. Personale all'osso e turni massacranti : troppe ore di attesa al Ps , scattano le segnalazioni al Tribunale del Malato

La medicina immunotrasfusionale all’ospedale “Frangipane” di Ariano non sarà riattivata, almeno per ora e almeno per la giustizia amministrativa. Dopo sette anni dal ricorso presentato dal comune di Ariano, mandato Gambacorta, il Tar di Salerno si è pronunciato rigettando la richiesta del comune . Un ricorso nato dalla soppressione per decreto regionale, nel 2015,  dell’allora Unità Operartiva Complessa Immunotrasfusionale che fu trasformata in un semplice centro di raccolta. Qualcosa è cambiato in questi sette anni, il centro di raccolta  è stato nel frattempo potenziato ma il sangue raccolto continua ad essere lavorato al “Moscati” di Avellino anche se al “Frangipane” è stata garantita una certa autonomia nella distribuzione delle sacche. La struttura ospedaliera di Ariano nonostante gli sforzi di potenziarla e l’acquisto di nuovi strumentari diagnostici , come l’ultimissima risonanza magnetica, continua presentare criticità e problemi che  ora il nuovo manager Mario Ferrante,  a partire dall’8 agosto, giorno del suo insediamento, dovrà affrontare. Primo fra tutti la carenza di personale medico e paramedico che sta mettendo in ginocchio numerosi reparti come pediatria e nefrologia. In questi giorni sono in corso di espletamento alcuni concorsi anche per oss ma le condizioni di superlavoro cui sono sottoposti i dipendenti, alle prese anche con i turni di ferie,  si riflettono inevitabilmente sul rapporto con i pazienti. Di qualche giorno fa la denuncia  sporta  all’ufficio relazioni con il pubblico e al tribunale per i diritti del malato  da un  utente politraumatizzato costretto , in seguito ad un incidente con la moto, ad ore ed ore di attesa in Pronto Soccorso. L’uomo ha sottolineato anche la scarsa umanità con cui i pazienti in attesa di consulenza vengono trattati.

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