Niente verifica preliminare dell’interesse archeologico nelle procedure Via per le società del vento
Arriva il decreto legislativo che esclude l'interesse archeologico nell'iter autorizzativo per costruire parchi eolici. Le multinazionali ottengono la rimozione degli ostacoli per le concessioni. Chi tutela il patrimonio sommerso irpino?
Niente verifica preliminare dell’interesse archeologico nelle procedure di Via per le multinazionali del vento. Grazie alle modifiche introdotte al decreto legislativo 152/2006 con il decreto legge 13 del 24 febbraio scorso, si introducono modifiche in tema di accelerazione e snellimento delle procedure amministrative.
Le disposizioni urgenti per l’attuazione del Pnrr, piano nazionale per gli investimenti complementari, per l’attuazione delle politiche di coesione e politica agricola comune potrebbero surclassare i millenari tesori di Aequum Tuticum, dell’area del Formicoso e dell’area archeologica di Conza della Campania.
La fame atavica di energia è pronta a sacrificare il patrimonio storico e archeologico provinciale. Non solo. Sia attende si sapere quanto potrebbe indebolirsi la candidatura della Via Appia nell’elenco del patrimonio mondiale dell’Unesco, come la più importante delle grandi strade consolari costruite dalla Roma antica, conosciuta anche come “regina viarum”.
Alla denuncia del sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi non sono seguite azioni. Ma chi si pronuncia su questa enorme trasformazione che sta radicalmente modificando il territorio? Chi grida allo scandalo per preservare storia e identità, e soprattutto per chiedere un governo dei processi? Tutto tace.
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