IL CORSIVO – IL TERZO MANDATO, LA POLITICA E… SANT’ANTONIO
Milano, venerdì 13 giugno, Sant’Antonio, protettore – tra gli altri – anche di coloro che cercano oggetti smarriti.
Ieri a Milano, dicevamo. Convention dei centristi del Pd. Invitato da Graziano Delrio a prendere la parola, il sindaco Beppe Sala ha colto l’occasione per dire la sua sul Terzo Mandato, questione tornata alla ribalta dopo l’apertura di Fratelli d’Italia ed estesa – negli ultimi giorni – dai presidenti di Regione ai sindaci dei comuni superiori a 15 mila abitanti.
Sala ha detto: “La posizione del Pd mi sembra veramente antistorica. Il Partito democratico si chiama democratico. In Europa non c’è limite ai mandati. Noi siamo una democrazia diversa? Quello che chiedo è coerenza. È coerenza primarie sì, primarie no, o primarie quando fanno comodo? Due mandati come limite Sì, come avviene nei comuni; No come avviene in Parlamento o alle Europee. Noi cacicchi? Quando si dice che i sindaci o i presidenti di Regione rischiano di avere troppo potere, non si capisce la vita che facciamo, non abbiamo tutto questo potere. Spesso siamo costretti a fare le nozze con i fichi secchi”.
Cosa dire? Sala esprime concetti chiari, semplici, di buon senso, un condensato di sano pragmatismo: l’abc della democrazia, tanto più se è l’alfabeto d’un partito che già nel nome esibisce il suo carattere identitario “Democratico”.
Perché, dunque, non più soltanto il Pd, il M5S e Avs, ma anche Forza Italia disdegna tanto il Terzo Mandato? Mistero assai Buffo! O molto più semplicemente, la Politica tra gli oggetti “preziosi” smarriti.
Più che prendercela con il destino cinico e baro, forse dobbiamo invocare un miracolo di Sant’Antonio, protettore (anche) di coloro che cercano gli oggetti smarriti: preziosi o meno che siano.
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