La Sigit di Lacedonia nella morsa della crisi dell’automotive: 50 operai a rischio licenziamento
L'azienda del Calaggio impegnata nello stampaggio di materie plastiche per conto di Stellantis ha comunicato alle Rsu il piano di riorganizzazione alla luce della riduzione delle commesse da parte degli stabilimenti di Melfi e Pomigliano d'Arco. Oggi la prima assemblea con i lavoratori
Dopo la Arcelor Mittal si apre la crisi agli stabilimenti Sigit di Lacedonia. Impegnata nello stampaggio di materie plastiche per conto di Stelllantis, l’azienda ha annunciato l’implementazione di un piano di riorganizzazione interna per sopperire all’importante indebolimento delle commesse da Melfi e Pomigliano D’Arco.
A rischio circa 50 lavoratori, che sono stati recentemente informati dalle Rsu di un pesante ridimensionamento delle attività del sito. A partire dal 1 settembre i vertici aziendali potrebbero predisporre il trasferimento dei macchinari dal calaggio al sito produttivo di Atessa in Abruzzo e cedere gli operai alla cassa integrazione. La mancanza di commesse apre inevitabilmente alla prospettiva di chiusura. Sale la preoccupazione tra i lavoratori, che oggi sono stati convocati in assemblea dalle Rsu, per poi affrontare il tavolo di discussione con le sigle provinciali e regionali nel primo pomeriggio di venerdì.
Da tempo le sigle sindacali hanno tentato d scongiurare gli effetti della grave crisi dell’automotive. La vertenza impegna anche i tavoli nazionali ed è al centro di un coordinamento provinciale che ha coinvolto anche gli ammnistratori locali.
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