Dirigenti scolastici irpini fuorisede scrivono a Valditara: vogliamo rientrare e colmare le reggenze
Con una lettera aperta indirizzata al titolare del Dicastero dell'Istruzione, 84 titolari vincitori del concorso tra il 2018 e 2019 rappresentano le difficoltà a vivere lontano dai contesti familiari. Ma si fanno anche carico dell'indebolimento delle scuole altirpine, tutte governate da reggenze: nessuno vuole venire qui
Sono almeno 10 i dirigenti scolastici irpini vincitori del concorso nazionale 2018-19 che da sei anni non riescono a tornare a casa e ad azzerare le reggenze in provincia di Avellino. Alla fine dell’ennesimo anno vissuto fuori regione e lontano dagli affetti familiari, si uniscono al comitato nazionale Dirigenti Scolastici Fuori Regione e scrivono una lettera al Ministro Valditara per un intervento immediato.
I titolari, 84 in tutto, denunciano le storture innescate negli ambiti concorsuali e dello scorrimento delle graduatorie. “Le nostre scuole soprattutto in alta irpinia sono governate da troppo tempo da reggenze perché qui nessuno vuole venire, e noi siamo costretti a lavorare fuori dalla Campania, nonostante siano trascorsi i tre anni fuori porta previsti dal concorso” denunciano. “La graduatoria del nostro concorso non ha posti disponibili in Campania, e le sedi vacanti assegnate per lo scorrimento di altre graduatorie, escludono la provincia di Avellino, soprattutto l’alta Irpinia. A questo si aggiunge il problema delle sedi dei fuori ruolo a cui bisogna conservargli il posto”.
Al Ministro i dirigenti scolastici chiedono un provvedimento di buon senso, utile a salvare le scuole laddove gli iscritti continuano a calare e lo spopolamento avanza, e a consentire alle professionalità in trasferta di rientrare e aprire con gli amministratori locali un ragionamento concreto sul futuro delle scuole in alta Irpinia. “Ci rivolgiamo a lei signor ministro, affinché solleciti gli Uffici scolastici regionali a lasciare il 100% dei posti vacanti e disponibili alla mobilità, a renderli visibili nella piattaforma, a favorire il nostro rientro a casa e far rispettare la legge e la Costituzione” si legge.
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