IL CORSIVO – SICUREZZA, L’OTTIMO LAVORO DI PIANTEDOSI
L’episodio risale alla settimana scorsa. Sulle vetrine di un negozio nel centro di Vicenza era apparso un cartello con la scritta “Chiuso per paura. Non per ferie. Non per scelta. Ma perché lavorare così è diventato impossibile”.
L’antefatto. Per alcune settimane il negozio era stato vandalizzato. Scoperto l’autore (uno straniero irregolare) grazie alla collaborazione della negoziante, è intervenuto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, con il provvedimento di rimpatrio immediato del fuorilegge. Da qui il sollievo della commerciante e la riapertura dell’attività.
È stato personalmente il ministro a dare telefonicamente la notizia alla titolare della “Maison Marguerite”. Con un messaggio chiaro all’esterno: “… Nessuna tolleranza per chi delinque e mette a rischio la sicurezza dei cittadini, mentre garantiamo massimo sostegno a chi si impegna in un percorso di vera ed efficace integrazione. Ci sta a cuore la sicurezza delle nostre comunità, che proteggeremo sempre, e lo facciamo con interventi equilibrati ed efficaci”.
Cosa dire? Certo, è soltanto un episodio. Paradigmatico, però, di un disagio molto diffuso tra esercenti di piccole e grandi attività che subiscono vessazioni d’ogni genere da delinquenti connazionali e stranieri. Le risposte equilibrate ma decise, senza demagogiche indulgenze verso chi delinque, sono un preciso dovere dello Stato. Inerzie e tolleranze sarebbero gravi e censurabili omissioni, checché ne dicano taluni leader politici ipocriti sostenitori dei diritti a prescindere.
Si è trattato soltanto di un episodio. Epperò è quanto mai opportuno sottolineare l’impegno di chi ha ben interpretato, ancora una volta, la domanda di “sicurezza” che viene dalla stragrande maggioranza del Paese.
Ci piace cogliere l’occasione per scriverlo, allora. Il ministro Piantedosi ha dimostrato fin dall’insediamento al Viminale – in perfetta continuità con la sua rigorosa e limpidissima carriera di Prefetto – di essere l’Uomo giusto al posto Giusto. Ovvero – in buona sostanza – un fedelissimo Servitore dello Stato e, insieme, un eccellente “Professionista Politico dell’Ordine Pubblico”. È doveroso lasciarlo lavorare in tranquillità. Sono diventate intollerabili le ingerenze di chi stucchevolmente continua ad insistere per la sua candidatura alla presidenza della giunta regionale della Campania. Non si comprende la natura di questa ostinata perseveranza, spesso addirittura molesta, soprattutto da parte di qualche settore del centrodestra. Di sicuro non si tratta di ragioni alte e nobili. Tutt’altro.
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