All’ospedale di Avellino protocollo per l’emorragia post partum: prevenzione e presa in carico

L’Azienda Moscati ha approvato un protocollo per prevenire e curare l’emorragia post partum, prima causa di mortalità e grave morbosità materna nel mondo, che colpisce 13 donne ogni 100 che partoriscono

L’emorragia del ‘post partum’ è una complicanza della gravidanza potenzialmente letale, perché può non essere diagnosticata prima che le condizioni della donna risultino critiche. Colpisce 13 donne che partoriscono ogni 100 nei paesi europei e in Italia, dove tra le 8 regioni maggiormente interessate a questo evento c’è la Campania. Fondamentale per ridurre al minimo il rischio di morte e grave morbosità materna sono la diagnosi precoce e un trattamento tempestivo, ma soprattutto appropriato, da assicurare alle pazienti con un team integrato. Lo sa bene l’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati, che ha approvato un protocollo finalizzato a centrare il triplice obiettivo di offrire alle donne in gravidanza: la necessaria prevenzione dei disordini ipertensivi; una adeguata tempestività della diagnosi e l’appropriatezza del trattamento in caso di necessità con una procedura clinico assistenziale. Con un team di ginecologi ed ematologi e farmaci dedicati l’ospedale di Avellino è pronto all’assistenza, dall’emergenza alla presa in carico, attuando le linee guida che l’Istituto Superiore di Sanità, l’Italian Obstetric Surveillance System (Itoss), coordinato dal Reparto Salute della donna e dell’età evolutiva (Cnesps-Iss), hanno elaborato e presentato fin dal 2016. Con questa iniziativa, il Moscati punta a ridurre l’incidenza di un evento che è responsabile del 25% di tutte le morti materne, tutelando la salute di chi è già madre o lo diventa per la prima volta nel momento più delicato e importante della sua vita.

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