IL CORSIVO – Renzi e le marchette elettorali
Un post di Matteo Renzi su X:
“Giorgia Meloni ha paura di perdere nelle Marche. E dunque oggi ne ha combinata un’altra. Proprio il 4 agosto, a un mese dalle elezioni, ha stabilito che anche le Marche debbono essere considerate Zona Economica Speciale. Una norma ad personam per sostenere il suo amato Presidente Acquaroli.
Se era una misura giusta, perché non l’hanno fatta prima? Sbaglio o governano da tre anni? Farla a 40 giorni dalle elezioni, con i poteri del Governo, significa intervenire in piena campagna elettorale con un’indecorosa marchetta al loro candidato Presidente che è sotto nei sondaggi. Le Istituzioni vengono piegate agli interessi di parte: la Repubblica delle Meloni assomiglia sempre di più alla repubblica delle banane”.
Cosa dire? Il ragionamento di Renzi filerebbe a perfezione se non fosse per un “minuscolo”, “insignificante” dettaglio.
Il seguente: vuoi vedere che le marchette elettorali dell’Italia Repubblicana le ha inventate il governo Meloni? Sforzi un po’ la memoria, l’ex leader Pd ed ex presidente del Consiglio. Si sforzi un po’ e realizzerà che tutti i governi, compreso l’esecutivo Renzi – e forse esclusi solo quelli di Monti e Draghi – chi più, chi meno, chi troppe, di marchette elettorali ne hanno fatte in abbondanza.
Libero Matteo Renzi di ostentare un’assai improbabile verginità: “Panta rei”, ma non tutto non lascia traccia.
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