Il Museo Irpino di Avellino offre con la carta dei servizi accesso universale a 4mila opere

Con quattromila opere esposte, tra cui mille reperti archeologici dalla preistoria all’età romana, il Museo Irpino si consolida nel sistema culturale ministeriale. È stato completato il percorso di qualificazione con la Carta dei servizi di una istituzione che ha quasi 200 anni

A quasi duecento anni dalla sua fondazione, nel 1828, il Museo Irpino di Avellino ha compiuto un ulteriore importante passo verso la sua qualificazione nazionale, dotandosi di una Carta dei servizi. Elaborato su 12 principi fondamentali, il documento certifica il possesso da parte del Museo di tutti gli standard stabiliti per i gestori di pubblici servizi italiani a garanzia dell’utenza. In base alle regole sancite, i cittadini che utilizzano i suoi servizi potranno presentare reclami e, dove previsto, ottenere anche un indennizzo o ristoro. Articolato su due sedi presso il Palazzo della Cultura di via Roma e il Complesso monumentale Carcere Borbonico, offre al pubblico quattromila opere esposte, tra cui mille reperti archeologici dalla preistoria all’età romana. Per questo, l’opera mussale irpina rappresenta un riferimento prezioso non solo per gli studiosi, rendendo disponibili nelle sale espositive e nelle aule didattiche percorsi e itinerari di carattere storico, archeologico e artistico rivolti alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I e II grado. Teca ricca di un sapere accumulato nel cuore dell’Italia interna attraverso secoli e millenni, il Museo conserva le tracce dell’evoluzione compiuta dal territorio. Tra le sue 8 sezioni, infatti, una è dedicata alla storia dell’Irpinia. La Carta dei servizi, elaborata sotto la responsabilità del referente, Gianluca Galasso, certifica anche l’universalità dell’accesso agli utenti, con servizi rivolti anche ai portatori di disabilità fisiche, sensoriali e cognitive, grazie alle strutture e ai servizi dedicati realizzati.

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