La Regione Campania ricorre al Tar contro il “Piano di Rientro per la Sanità”

La Regione ha depositato al Tar Lazio il ricorso contro il Ministero della Salute, che non ha concesso alla Campania l’uscita dal Piano di rientro sanitario. Nel frattempo l’Avvocatura di Napoli sta valutando ulteriori azioni anche sotto il profilo penale

La Regione Campania ricorre al Tar contro il “Piano di Rientro per la Sanità”, tenendo fede a quanto il Presidente Vincenzo De Luca aveva preannunciato ad agosto, al termine delle audizioni ministeriali a Roma. È stato “notificato il ricorso con cui si impugna innanzi al Tar Campania il diniego opposto dal Ministero della Salute nella seduta del 4 agosto scorso alla fuoriuscita dal regime di piano di rientro dal disavanzo sanitario”, ha confermato in tarda mattinata una nota diffusa da Palazzo Santa Lucia, poi ripresa anche dal profilo social del Governatore. Nel ricorso viene denunciata “l’illegittimità del diniego opposto, tenuto conto che la Regione Campania è strutturalmente in equilibrio finanziario sin dal 2013 e sul piano strettamente sanitario-assistenziale la stessa ha anche ampiamente raggiunto i livelli di garanzia nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)”, si legge ancora. La nuova battaglia di Vincenzo De Luca produrrà in un senso o nell’altro risultati per il suo successore, considerando l’approssimarsi della scadenza elettorale regionale. Tuttavia, la preoccupazione che serpeggia tra i manager delle aziende ospedaliere e sanitarie nelle cinque province per la mancanza di medici, che puntualmente disertano i concorsi pubblici, è stata raccolta dal Presidente della Giunta Regionale come una richiesta istituzionale di aiuto. Il tetto di spesa imposto sul personale alle regioni sottoposte al piano di rientro – che non possono scostarsi dal limite di 21 anni fa con una leggera percentuale di riduzione -, è ritenuto ormai anacronistico nel quadro macroeconomico di oggi, sostengono i sindacati di settore, oltre che l’ordine professionale. Senza l’autonomia sulla spesa il sistema sanitario pubblico campano non potrà competere sul mercato per acquisire le professionalità necessarie a soccorrere e salvare soprattutto chi non ha le risorse per pagarsi di tasca le cure.

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