IL CORSIVO – Lucia Annunziata, Gaza e la “chiarezza”

Tanto per cambiare, il Parlamento europeo si divide anche sulle tragedie. A meno che qualcuno sia disposto a dire che Gaza e Ucraina non siano immani tragedie umane.
Stavolta le diverse parti politiche in campo non riescono a scrivere una risoluzione comune su Gaza. La parola che divide è “Genocidio”. Si può scrivere e pronunciarla, Sì o No? È qui che finisce il buon senso comune e comincia l’ideologia. Roba già vista migliaia di volte, nessuna sorpresa.
L’europarlamentare italiana e di sinistra Lucia Annunziata – che le cose della politica, da giornalista di spessore qual è, le ha sempre raccontate con collaudata sapienza e incisività – non si è persa in chiacchiere. Ha detto papale-papale che non si possono usare mezze misure, “bisogna essere chiari”: di Genocidio si tratta – a suo parere – e Genocidio bisogna scrivere, senza compromessi e senza alcuna indulgenza verso chi non è d’accordo, anche a costo (parole nostre) di provocare un cataclisma politico.
Cosa dire? L’Onorevole Annunziata ha ragione. Epperò è ella stessa “chiara” soltanto al cinquanta per cento. Chissà perché, infatti, sull’Ucraina invasa e da tre anni e mezzo massacrata dal “compagno” Putin, non invoca, con la medesima passione politica, la stessa “chiarezza”.

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