IL CORSIVO – OGGI 7 OTTOBRE: GAZA, HAMAS E DINTORNI
Due episodi che invitano a riflettere su cosa sta accadendo nella vicenda Israele-Gaza al di là delle propagande di diverso colore politico.
Il primo. Domenica sera su La7 – programma “In Onda” – sono ospiti, tra gli altri, Francesca Albanese e Francesco Giubilei. Due collocazioni politiche distanti anni luce: lei di sinistra, lui di destra; lei guadagna la ribalta delle cronache internazionali, in veste di relatrice speciale Onu su Gaza, per le accuse rivolte a Netanyahu; lui, giovane professore universitario, giornalista ed editore, viene inserito da “Forbes” tra i 100 under 30 più influenti d’Italia.
Il confronto televisivo è corretto. Ma quando Giubilei cita Liliana Segre, per dire d’essere d’accordo con lei circa la inappropriatezza della parola “genocidio” nella tragedia di Gaza, Albanese lascia lo studio per protesta. A prescindere dalle ragioni o dai torti, un gesto che la senatrice Segre non meritava. Ma tant’è: solo qualche minuto prima, Albanese s’era a spinta a dire che giornalisti e Tv italiane avevano censurato le immagini di Gaza. Una falsità imperdonabile. Una prova d’arroganza, quasi a voler dire “Io, santa subito!”, anche se non si capirebbe per quali miracoli documentati.
Il secondo episodio, a distanza di meno di 24 ore. Associazioni pacifiste e Anpi organizzano a Genova un dibattito su Gaza per oggi, 7 Ottobre, ovvero in coincidenza con il secondo anniversario della strage di Hamas. La comunità ebraica, non solo genovese, legittimamente protesta, ricorda che le vittime e gli ostaggi ancora vivi di quella pagina vergognosa di Hamas sono tutti israeliani innocenti, e umilmente chiede: “Cambiate almeno la data”.
Solo a titolo di cronaca va ricordato che l’ospite principale della manifestazione è Francesca Albanese, mentre molto opportunamente (ed altrettanto diplomaticamente) la sindaca di Genova, Silvia Salis, si è sfilata.
Uno scenario a dir poco confuso. Per questo è necessario riflettere. Netanyahu criminale a parte.
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