2 novembre, riflessioni ed emozioni

Oggi, 2 novembre, sono riuscita ad andare a far visita ai miei genitori e ai miei nonni sul presto, prima cioè che lì arrivassero in tanti, perché certe cose mi piace farle nel silenzio e in intimità.

Arrivata sulla scala che dà ingresso al cimitero della mia città dalla parte posteriore, mi fermo un istante, guardo davanti a me e rifletto che in effetti questo luogo non poteva essere collocato in un posto migliore, dal momento che consente di far spaziare lo sguardo al di sopra della città. E’ una postazione che fa da grandangolo per il cielo e per le cime degli alberi.

E’ una mite giornata che risente ancora dell’eco delle dolci ottobrate. Il leggero venticello, che smuove delicatamente le foglie degli alberi cadute, fa pensare come ad un messaggio di serenità che i “residenti” abituali di quel luogo vogliono trasmettere ai visitatori odierni di passaggio. Insomma oggi, qui, non nutro pensieri negativi e tristi, piuttosto mi sento accolta ed io stessa accolgo in me con altrettanta serenità chi non c’è più. Saluto mia madre, do l’acqua ai fiori che per lei scelgo sempre dai colori delicati, perché in sintonia con quello che era il suo cuore, le faccio ancora una volta qualche confidenza, poi m’incammino tra i viali e penso anche alle amiche care che purtroppo sono andate via già da un po’, senza un preavviso o un messaggio in cui magari mi dicessero: è giusto così!

No, non era giusto, ma il loro ricordo mi impone un senso di gratitudine per essere io, invece, ancora qui a lottare, arrabbiarmi a volte per cose stupide, a ricordarle, scrivere, ad avere la consapevolezza di quanto, senza saperlo, sono stata e sono ricca per avere goduto, nel mare delle falsità, di sani rapporti di amicizia e di averne ancora alcuni.

Qui oggi, mi vengono in mente tutte le declinazioni del tempo e come quindi non andrebbe sprecato mai neppure un istante; penso a come bisognerebbe cercare di vivere intensamente ogni momento.

Dovremmo imparare a far cadere nel dimenticatoio il male ricevuto, e pensare invece ai doni che arrivano di continuo: è un dono, ad esempio, sapere di essere stati amati o voluti bene, nel passato o anche nell’attualità; è un dono, ancor più, scoprirsi capaci di provare sentimenti veri e disinteressati, che siano di affetto o di amore; è un dono provare gratitudine e non rabbia nonostante tutto, poter camminare anche in un luogo come un cimitero e sentirsi vicini a chi non c’è più, avvertire che in fondo non c’è dolore che non possa scomparire, sia pure solo per un po’, in una mattina dall’aria dolce come quella di oggi.

Questo 2 novembre insomma è per me il tempo delle riflessioni, delle dolci emozioni, del ritrovarmi con chi non c’è più. E’ il tempo della consapevolezza, di quel che è stato e di quello che ancora è.

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