Busti imperiali e statue di nuovo nella Dogana di Avellino, dialogano Comune e Soprintendenza
L’Amministrazione comunale di Avellino e la Soprintendenza ai Beni Culturali e Artistici hanno avviato il dialogo per far tornare i busti degli imperatori e le statue delle dee greche nella Dogana, mentre va completandosi il restauro
L’Amministrazione comunale di Avellino e la Soprintendenza ai Beni Culturali e Artistici hanno avviato il dialogo per far tornare nella Dogana di piazza Amendola i busti dell’imperatore Adriano, di Pericle, dell’imperatore Augusto e dell’imperatore Antonino Pio, le statue di Afrodite, di Niobide, di Artemide e di un Efebo. Realizzati tra il XVII e il XVIII secolo in marmo bianco di Carrara e in alabastro, hanno impreziosito per secoli l’edificio simbolo avellinese, che fu fatta ricostruire nel 1676 da Francesco Marino I Caracciolo, principe di Avellino, su progetto di Cosimo Fanzago. Al centro di una recente esposizione ad Atripalda, devono tornare ad abbellire un restauro parziale della Dogana, che altrimenti risulterebbe incompleto. Per questo la Commissaria Giuliana Perrotta e gli uffici di piazza del Popolo sono al lavoro per recuperare le risorse necessarie a realizzare un risultato non previsto dal progetto in corso. Non mancano però anche altre difficoltà. Misure di sicurezza imporrebbero di collocare le statue e i busti originali all’interno, protetti da teche speciali, riservando all’esterno copie fedeli realizzate con materiali leggeri e in grado di resistere anche all’usura del tempo. Il comitato civico che sta seguendo l’evoluzione della situazione attende buone notizie entro Natale, quando i lavori edilizi saranno ormai completati.
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